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venerdì 30 ottobre 2026

OPPOSITORI DELLE INGIUSTIZIE


 
Come i lettori sanno, il fermo di Youssef  Siher si è concluso con il suo rilascio non avendo commesso alcun reato. Colpevole di dissenso verso una società sempre più ingiusta e criminale, questo sì. La filosofa Roberta De Monticelli, subito dopo il fermo di questo giovane oppositore, aveva scritto una ironica lettera indirizzata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano che ha fatto il giro dei social raggiungendo una marea di persone. La parte che qui pubblichiamo non ha perso nulla della sua validità e della sua necessità. Come lei, anche noi coltiviamo pensieri facinorosi nei confronti di tutto ciò che riteniamo ingiusto e disumano, e come lei continueremo a batterci per cambiare le cose, fino a quando ci rimarrà un alito di vita. [“Odissea”].  


Roberta De Monticelli

Io sottoscritta, circondata da migliaia di facinorosi pensieri in stato d’arresto, confesso che al pari di Youssef Siher “dichiaro guerra a questo presente infame”, e protesto “contro ‘caro vita’, ‘stipendi bassi’ ‘affitti alti’ ‘sanità scadente’ ‘sicurezza nelle strade assente’ ‘governo assente’”, come il Suo Fermo imputa a lui e ai suoi preguaci. Dichiaro inoltre che anche io ho “contatti con ambienti antagonisti”, in particolare “il movimento BDS”, di cui condivido in pieno il criminoso intento di boicottare, disinvestire e sanzionare le attività israeliane nei e contro i Territori Occupati, “a sostegno della causa palestinese”. E scrivo addirittura di tanto in tanto su un pericoloso “quotidiano comunista” che questa scritta porta sul frontespizio. Sono quotidianamente impegnata in pensieri tanto universali quanto “anti-Occidentali”, soprattutto “con l’obiettivo di contrastare l’islamofobia e il razzismo”: arrossisco a dirlo! Anche io considero “il nuovo decreto-legge approvato ‘come un pugno autoritario contro chi dissente, di una durezza che non si vedeva dall’epoca del fascismo’”, e temo in questo di essere in sintonia con il noto pregiudicato Prof. Gustavo Zagrebelski. Confesso inoltre che innumerevoli volte ho anche io seguito (anticipatamente!) i consigli di Youssef per aiutare a organizzare le manifestazioni, “dalla riunione iniziale tra amici, conoscenti e compagni fino alla marcia verso un punto di ritrovo prestabilito”. E addirittura ho fatto proprio come lui “suggerisce: … di coinvolgere i passanti e gli abitanti, per ampliare la partecipazione”. Confesso anche il vergognoso reato di aver indossato “occhiali protettivi, kefiah e guanti”. E infine, mi trema la voce a dirlo, ascolto quasi quotidianamente sulle onde malfamate di Radio 3 un programma che si chiama Rivoluzione, condotto dal noto stratega rivoluzionario Stefano Feltri, il cui tentativo di camuffare la sua illecita sobillazione delle menti con il titolo tradotto in inglese non sarà certamente sfuggito, gentile Pubblico Ministero, alla sua panottica e poliglotta attenzione.
In attesa degli agenti che la mia denuncia la obbligherà, come spero, a mandarmi alla porta, conterrò agli arresti domiciliari i miei facinorosi pensieri.
In fede,
Roberta De Monticelli