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giovedì 1 ottobre 2026

SCAFFALI
di Claudia Pinelli


 
Il romanzo di Russo che racconta l’Italia.
 
Mi viene un solo aggettivo per commentare questa avvincente lettura del romanzo satirico-grottesco di Cataldo Russo dal titolo: Millantatori e sanguisughe pubblicato dalle edizioni Puntacapo (pagine 206): sorprendente. Ogni pagina è stata inaspettata e piacevolissima per la modalità narrativa, i passaggi temporali e la capacità immaginifica, insieme alle descrizioni così vere di momenti della nostra storia recente, arricchite da escamotage da vero romanziere. Ho apprezzato l’utilizzo di figure animali che ben incarnano personalità e modalità, e il protagonista catapultato nelle diverse realtà, che arriva ad avere un nome diverso ma mantiene un'integrità nella sua semplicità, cercando di sopravvivere a ibernazioni e pavoni senza diventare altro da sé, tra sogno e incubo, distopie e potere. Devo dire che mi ha colpito molto: i dialoghi rendono benissimo e le ambientazioni sono fantasiose, specchio di una realtà che ha superato ogni fantasia, tra Alice nel paese delle meraviglie e La fattoria degli animali. Solo il titolo non mi ha convinta: lo trovo un po’ troppo concreto rispetto a un romanzo così immaginifico, dalla scrittura così brillante, vivace e mai scontata. Millantatori e sanguisughe è un romanzo satirico-grottesco che ripercorre quasi quarant’anni di storia italiana. Quarant’anni scanditi per lo più da scandali, malapolitica, furbizie di ogni genere, ruberie e perdita di valori. Quarant’anni che non hanno minato solo le istituzioni e le strutture economiche e civili del paese, ma hanno soprattutto devastato e inaridito le coscienze degli italiani che sono andati incontro quasi a una mutazione antropologica. Il romanzo inizia nel 1986 quando il protagonista delle vicende, l’operaio Antonio Schifino, si risveglia miracolosamente dopo essere rimasto congelato per 10 lunghi anni in un grande freezer del mercato all’ingrosso del pesce di Milano, e termina nel 2022, svelandoci l’inganno dell’Eden della Pacchia.