“L’Eco è un giornale che non riceve contributo alcuno dallo
Stato e dai partiti”. È la presentazione, il biglietto da visita della testata
diretta da Roberto Fronzuti incastonata nel colophon e non lascia indifferente
il lettore. Non ha lasciato indifferente me, che so bene, essendo del mestiere,
quanto costa e quanta fatica ci vuole per tenere in vita senza tali contributi,
un giornale come questo. Un giornale necessario perché funziona da termometro e
fa sentire il battito del polso della città e del suo hinterland. Un giornale
che non fa sconti a nessuno è naturale che rifiuti contributi da chicchessia;
non dovendo niente a nessuno può sfidare tutte le consorterie e denunciare ogni
guasto, ogni aberrazione. Non è solo quella dichiarazione che mi ha colpito; mi
hanno colpite anche queste parole non leggere e che vogliono essere un monito
per la nostra labile memoria: “Per non dimenticare il nazi-fascismo e i campi
di sterminio. Per ricordare ai giovani che le dittature nazi-fasciste sono
state la causa delle tragedie del secolo scorso, causa di guerre, fame e
miseria”. E subito sotto un riquadro a colori mette in fila come tutto è
cominciato; come Hitler abbia progressivamente creato i presupposti per
giungere alla fine della democrazia e come solo dopo si è arrivati allo
sterminio.
Vale la pena vederlo in dettaglio questo processo, perché come ebbe
a scrivere il filosofo e scrittore spagnolo George Santayana: “Chi non sa
ricordare il passato sarà costretto a riviverlo”. Hitler non iniziò con i campi
di sterminio. Iniziò con vietare i libri, prendere di mira la stampa, incolpare
gli immigrati, creare nemici tra i vicini, controllare i tribunali e i giudici,
attaccare i diritti dei lavoratori, diffondere bugie e teorie del complotto,
usare la religione come un’arma, sostituire la verità con la propaganda. Non è
un vero e proprio decalogo questo del giornale milanese L’Eco: manca un punto
perché lo sia, ma può bastare. A molti farà scoprire una sorprendente analogia
con questo nostro tempo. Un tempo da meditare a fondo.