Scendere
da un aereo e trovarti davanti a un plotone di presunti infermieri vestiti di
tute bianche, armati di termometri è qualcosa che rimane impresso nella mente
come sinonimo di ansia e menzogna: era febbraio 2020 e si stava preparando la
rappresentazione di una tragedia molto umana di cui siamo stati tutti vittime.
La temperatura del corpo poteva indicare la presenza del virus Sars Covid 2 e
la macchina bellica era stata avviata. Anni di follia e di violenza, poi
improvvisamente l’attenzione si è spostata sull’invasione dell’Ucraina da parte
della Russia e il virus si è “attenuato”. Sugli schermi è comparso ancora
l’ineffabile Mario Draghi - già ci aveva edotti sull’importanza della
vaccinazione per non morire e non mettere a rischio la vita degli altri, bufala
contraddetta dalla stessa AIFA - asserendo che l’invasore sarebbe stato
sconfitto in poche settimane, visto che la famosa Armata Rossa stava
combattendo con poche armi e totalmente sprovvista di tecnologia... inutile
qualsiasi commento. Come aveva previsto il premio
Nobel Luc Montagnier “La menzogna prende l’ascensore mentre la verità sale
faticosamente le scale, ma alla fine emerge” e, anche nel caso di questa tragica
guerra, la terribile realtà sta palesandosi in tutta la sua chiarezza; come
l’asserzione che il vaccino fosse sicuro ed efficace, soprattutto non
sperimentale. Siamo stati tutti cavie, consenzienti e raggirati dall’aver
firmato il consenso informato. Da notare che, con la sentenza della Corte Costituzionale
199/2025 a carattere definitivo - con cui è stata confermata la legittimità di
tutti i provvedimenti presi dal governo in quel periodo - oggi i colpevoli di
tale scempio possono dichiarare innocentemente che “Tachipirina e vigile attesa
era una c****ta mostruosa” senza andare in giudizio. Ciò che continua a essere il
motivo conduttore di questa nostra realtà è quindi la violenza, la volontà di destabilizzare,
di creare scontri per evitare che noi tutti viviamo in pace nella nostra terra,
secondo le nostre leggi e le nostre usanze. Dalla contrapposizione tra i cosiddetti
no-vax e vaccinati, “putiniani” ed europeisti, cristiani e islamici,
palestinesi e sionisti per non parlare degli Stati Uniti, da sempre esportatori
della democrazia nelle terre ricche di petrolio... esiste una continua dinamica
di “l’un contro l’altro armati” nel caos più completo. La domanda è “a chi giova questa
situazione?” È utile ai soliti noti, quelli il
cui progetto di globalismo è fallito miseramente e che insistono per volerci
far sparire dalla faccia della terra. Cioè a coloro che guadagnano dalla
vendita delle armi, dei medicinali necessari per curarci dalla marea di
malattie sorte in questi ultimi anni; utile a chi specula in borsa e ha
precedenti notizie di attacchi terroristici; a chi organizza l’immigrazione
clandestina e sfrutta le “risorse” gestendole contro i privati cittadini che
pagano le tasse e vorrebbero essere tutelati, non repressi, dallo Stato.
Le ultime giornate di vandalismo
a Torino, Milano, Bologna, Brescia, Padova ecc. hanno un’unica matrice che,
partita come rivolta studentesca, ha deragliato in una sorta di danneggiamenti
a strutture urbane, distruzione di vetrine di negozi di super lusso con
relativo saccheggiamento di borse, cinture, felpe e oggetti vari tutti
rigidamente firmati, da portare al mercato “Balon” il prossimo sabato: sempre
che gli incappucciati non siano nuovamente impegnati in qualche espressione di
“disagio sociale”. Anche supermercati e negozi di alimentari hanno subito
violenza, restando senza scorte a causa della giustificatissima protesta dei
trasportatori; ma il peggior sopruso è stato perpetrato sui cittadini scesi in
piazza per manifestare per la pace e contro il caro vita, coinvolti in un intensificarsi
progressivo di azioni aggressive e conflittuali - da cui erano estranei - anche
da parte delle forze dell’ordine: il diritto di palesare il proprio dissenso è
previsto dalla Costituzione, non ovviamente in modo violento. Un video girato
durante il 17 ottobre mostra un ragazzino in tenuta d’assalto con due splendidi
occhi azzurri che spuntano dal bavero sollevato: si rivolta contro l’adulto che
lo sta riprendendo e che stupisce alla sua età e statura. Si, ha dodici anni ed
è noto nel suo quartiere per l’aggressività e il comportamento tipico da
“maranza”. Il giorno dopo il padre marocchino manda on line un filmato nel
quale si scusa vergognandosi, non giustificando il figlio; così come incredula
è la madre del quattordicenne, svegliata dal sonno alle 3 del mattino e
chiamata in questura per l’arresto del figlio. Gli spazi vandalizzati generano
una percezione di insicurezza in tutti noi, come il pericolo del contagio
durante la pandemia, il fantasma della guerra nucleare, il rincaro delle
materie prime, il crollo del potere di acquisto della nostra moneta,
l’invasione islamica con imam che chiariscono molto bene le loro intenzioni. Noi come ci difendiamo? Evitando di reagire approfondendo
le reali cause di tale situazione: lasciando che il gas fornito dal Nord Stream
venga acquistato da Trump e ci venga rivenduto con i “giusti rincari”;
sovvenzionando l’Ucraina pur sapendo che l’attentato al gasdotto è stato
compiuto da un loro commando; inviando a Zelensky armi da lui rivendute al
mercato nero; avallando i pacchetti di sanzioni contro la Russia ed evitando
accuratamente di prendere posizione sui vari genocidi tutt’ora in atto. Permettendo
un tribunale che giudichi secondo la Sharia a Padova e costruendo un’enorme
struttura a Torino che prevede non solo la Moschea, ma il complesso di
islamizzazione in un quartiere ad alta intensità straniera. Qualche mente
illuminata asserisce che i poliziotti debbano imparare l’arabo, ma
dell’integrazione almeno linguistica per avere la cittadinanza italiana non se
ne parla. Non ci vuole il generale Vannacci
per chiarire ai nostri governanti che vogliamo essere tutelati da uomini che
non permettono alle loro donne di avere gli stessi diritti che abbiamo noi e
che ci spiegano quanto cambierà l’ordinamento della nostra società quando
saranno in maggioranza e ci dovremo adattare alle loro leggi.