Amore è stufo, girotondo
campestre di Lodovica San Guedoro.
Dal primo atto
Viene fuori dalla locanda
un giovanotto con cappello da cuoco. Ha lunghi capelli biondi e trasporta due
galline a testa in giù. Si siede sotto la pergola. Fuggifuggi di galline.
CARLETTO: (lanciando
un'occhiata distratta ad Alfredo, con un sospiro) Buongiorno, signore. ALFREDO: Buon... giorno. CARLETTO: (cominciando
a strappare le penne, piano) M'ama. Non m'ama. M'ama. ALFREDO: (tra sé e sé,
stupito) Mentre io ho le mie pene, lui strappa le penne! CARLETTO: (come sopra)
Non m'ama. M'ama. Non m'ama. ALFREDO: (tra sé e sé,
turbato) Che fa? Muove le labbra... Sta pregando? A dire il vero, è come se
Zeffiro lambisse le mie orecchie con una musichetta nota... CARLETTO: (come sopra)
M'ama. Non m'ama. M'ama. ALFREDO: Ma a me che
importa? Perché non bado ai guai miei? CARLETTO: Non m'ama.
M'ama. Non m'ama. ALFREDO: (con un moto
di curiosità) Ma che fa quel ragazzo? (contenendosi) E a me che
importa? Perché non corro invece a seppellirmi nella mia stanza, infelice che
sono? Perché non corro a strappare alla pagina quello che la realtà mi nega? A
scriver d'amore? (con tristezza) Solo la creazione può distrarmi
dall'ossessione. Solo la poesia è in grado di farmi bruciare di un altro fuoco,
potente quasi quanto quello che non può bruciare... CARLETTO: Non m'ama.
M'ama. Non m'ama. ALFREDO: Però costui mi
attira... La sua manifesta infelicità. Che avrà? (avvicinandosi) Ma lei
piange! CARLETTO: (singhiozzando)
M'ama. Non m'ama. ALFREDO: (vivamente
turbato) Ragazzo, su, non mi faccia così, asciughi il suo ciglio! Per chi quelle
lacrime? CARLETTO: (alzando gli
occhi) Per Martina mia. ALFREDO: Oh, mio Dio, che
occhi! Oh, che disgrazia! Quegli zaffiri innocenti, quelle pervinche di
Paradiso, votati a Martina! CARLETTO: Che devo fare?
Io la amo e lei invece non mi ama. ALFREDO: Ahimè! Qua
qualcuno si prende gioco di noi tutti. Ma, dolce ragazzo, perché anche lei,
proprio lei, si è innamorato di Martina? Perché ha voluto così allungare la
schiera degli infelici? CARLETTO: Io la amo! ALFREDO: E non sa dire
altro, oh, dolce, tenero malcapitato? Non sa parlare di economia, di finanza,
di politica, di agronomia? Ma solo ripetere... CARLETTO: (piangendo)
Io la amo! ALFREDO: Appunto! (tra
sé e sé) Voglio essere crudele, devo essere crudele! Devo essere crudele?
Bah, lo sarò: (a lui) Martina ama Teodoro. Com'è vero che Teodoro ama
Martina. Però Martina insegue nel bosco Raimondo e dice a lui di amarlo!
Giudichi lei se la ragazza, ai cui piedi ha deposto il suo cuore, è meritevole
di tal dono! CARLETTO: (spaventato)
Martina... insegue qualcuno nel bosco? Non capisco, signore. Chi insegue
Martina? Lei vuol farmi venire il mal di testa, oltre al mal di cuore che ho
già. ALFREDO: Pulzello!
Raimondo insegue Martina! CARLETTO: Raimondo insegue
Martina? Ma allora lei che colpa ha? ALFREDO: M'intenda:
Martina insegue Raimondo! Ma d'altra parte, ehm... sì, anche Raimondo insegue
Martina. CARLETTO: (tenendosi la
testa) Oddioddioddio! Ma che dice? ALFREDO: Ma non l'ammette
e finge d'inseguire Teodoro. Eh, l'amore non è affatto semplice. È la cosa più
ingarbugliata, pazza, difficile, impossibile di questa terra! La cosa più
frustrante, più ingannevole, più arbitraria, più fantasmagorica, più stupida,
più oltraggiosa... E gli amanti, dei pazzi finiti in un labirinto, che non
ritrovano l'uscita! Comunque, non si abbatta: può darsi che alla fine del pazzo
labirinto vi abbraccerete proprio voi due! Lei e Martina! Lei abbraccerà
Martina, intesi? Se non sarà Alfredo, Teodoro o chi per loro ad abbracciarla... CARLETTO: (buttando per
aria le galline e scappando dentro sconvolto) Oh, povero me! Povero me! Se
è questo che m'aspetta, è meglio farla finita subito! È meglio farla finita per
sempre! Oh, dolce cappio, dove sei? Dove sei, cappio? Oh, bel cappio, vieni a
me, presto, consola la mia giovinezza! ALFREDO: Ecco fatto. E non
ho rimorsi. Non si prende nemmeno la briga di andare lui verso il cappio!
Ammesso che sappia cos'è. È incredibile che trasformazioni opera l'amore: anche
di un cuoco analfabeta fa un letterato! Ma chi è quello?... Oddio, lo
stalliere! Quel pessimo individuo mi ha già rovinato un pomeriggio.
(imbucandosi nel portoncino) Meglio evitarlo...