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domenica 8 novembre 2026

TEATRO
 

Amore è stufo, girotondo campestre di Lodovica San Guedoro.


Dal primo atto


Viene fuori dalla locanda un giovanotto con cappello da cuoco. Ha lunghi capelli biondi e trasporta due galline a testa in giù. Si siede sotto la pergola. Fuggifuggi di galline.


CARLETTO: (lanciando un'occhiata distratta ad Alfredo, con un sospiro) Buongiorno, signore.
ALFREDO: Buon... giorno.
CARLETTO: (cominciando a strappare le penne, piano) M'ama. Non m'ama. M'ama.
ALFREDO: (tra sé e sé, stupito) Mentre io ho le mie pene, lui strappa le penne!
CARLETTO: (come sopra) Non m'ama. M'ama. Non m'ama.
ALFREDO: (tra sé e sé, turbato) Che fa? Muove le labbra... Sta pregando? A dire il vero, è come se Zeffiro lambisse le mie orecchie con una musichetta nota...
CARLETTO: (come sopra) M'ama. Non m'ama. M'ama.
ALFREDO: Ma a me che importa? Perché non bado ai guai miei?
CARLETTO: Non m'ama. M'ama. Non m'ama.
ALFREDO: (con un moto di curiosità) Ma che fa quel ragazzo? (contenendosi) E a me che importa? Perché non corro invece a seppellirmi nella mia stanza, infelice che sono? Perché non corro a strappare alla pagina quello che la realtà mi nega? A scriver d'amore? (con tristezza) Solo la creazione può distrarmi dall'ossessione. Solo la poesia è in grado di farmi bruciare di un altro fuoco, potente quasi quanto quello che non può bruciare...
CARLETTO: Non m'ama. M'ama. Non m'ama.
ALFREDO: Però costui mi attira... La sua manifesta infelicità. Che avrà? (avvicinandosi) Ma lei piange!
CARLETTO: (singhiozzando) M'ama. Non m'ama.
ALFREDO: (vivamente turbato) Ragazzo, su, non mi faccia così, asciughi il suo ciglio! Per chi quelle lacrime?
CARLETTO: (alzando gli occhi) Per Martina mia.
ALFREDO: Oh, mio Dio, che occhi! Oh, che disgrazia! Quegli zaffiri innocenti, quelle pervinche di Paradiso, votati a Martina!
CARLETTO: Che devo fare? Io la amo e lei invece non mi ama.
ALFREDO: Ahimè! Qua qualcuno si prende gioco di noi tutti. Ma, dolce ragazzo, perché anche lei, proprio lei, si è innamorato di Martina? Perché ha voluto così allungare la schiera degli infelici?
CARLETTO: Io la amo!
ALFREDO: E non sa dire altro, oh, dolce, tenero malcapitato? Non sa parlare di economia, di finanza, di politica, di agronomia? Ma solo ripetere...
CARLETTO: (piangendo) Io la amo!
ALFREDO: Appunto! (tra sé e sé) Voglio essere crudele, devo essere crudele! Devo essere crudele? Bah, lo sarò: (a lui) Martina ama Teodoro. Com'è vero che Teodoro ama Martina. Però Martina insegue nel bosco Raimondo e dice a lui di amarlo! Giudichi lei se la ragazza, ai cui piedi ha deposto il suo cuore, è meritevole di tal dono!
CARLETTO: (spaventato) Martina... insegue qualcuno nel bosco? Non capisco, signore. Chi insegue Martina? Lei vuol farmi venire il mal di testa, oltre al mal di cuore che ho già.
ALFREDO: Pulzello! Raimondo insegue Martina!
CARLETTO: Raimondo insegue Martina? Ma allora lei che colpa ha?
ALFREDO: M'intenda: Martina insegue Raimondo! Ma d'altra parte, ehm... sì, anche Raimondo insegue Martina.
CARLETTO: (tenendosi la testa) Oddioddioddio! Ma che dice?
ALFREDO: Ma non l'ammette e finge d'inseguire Teodoro. Eh, l'amore non è affatto semplice. È la cosa più ingarbugliata, pazza, difficile, impossibile di questa terra! La cosa più frustrante, più ingannevole, più arbitraria, più fantasmagorica, più stupida, più oltraggiosa... E gli amanti, dei pazzi finiti in un labirinto, che non ritrovano l'uscita! Comunque, non si abbatta: può darsi che alla fine del pazzo labirinto vi abbraccerete proprio voi due! Lei e Martina! Lei abbraccerà Martina, intesi? Se non sarà Alfredo, Teodoro o chi per loro ad abbracciarla...
CARLETTO: (buttando per aria le galline e scappando dentro sconvolto) Oh, povero me! Povero me! Se è questo che m'aspetta, è meglio farla finita subito! È meglio farla finita per sempre! Oh, dolce cappio, dove sei? Dove sei, cappio? Oh, bel cappio, vieni a me, presto, consola la mia giovinezza!
ALFREDO: Ecco fatto. E non ho rimorsi. Non si prende nemmeno la briga di andare lui verso il cappio! Ammesso che sappia cos'è. È incredibile che trasformazioni opera l'amore: anche di un cuoco analfabeta fa un letterato! Ma chi è quello?... Oddio, lo stalliere! Quel pessimo individuo mi ha già rovinato un pomeriggio. (imbucandosi nel portoncino) Meglio evitarlo...