Pagine

mercoledì 9 ottobre 2013

Per le vittime del naufragio di LAMPEDUSA

Quello che è successo nel mare di Lampedusa ci ha annichiliti.
Siamo rimasti sgomenti e muti, privi di parole perché non ci
sono parole per dire l’orrore, lo sgomento, l’empietà. Ogni parola
ci è parsa suonasse falsa, inadeguata, disumana.
Un giovane poeta afghano, Amin Wahidi, mi ha mandato questo testo.
Ho deciso di pubblicarlo qui in prima pagina e di non toccare nulla:
la lingua italiana non è la sua lingua, ma a me bastano gli echi che
questa lingua imperfetta ci rimanda. (Angelo Gaccione)


I fratelli di "sangue bianco"!
Piango per voi fratelli miei,
Con un pesante dolore nel cuore,
Per il vostro mal-destino,
E un caldo sorriso sul viso,
Per la vostra immortalità!

Liberi voi, fratelli miei!
Che avete liberato,
Le vostre anime, da questo mondo ingiusto
Nella grandezza del mare,
In cerca di pace e tranquillità,
Deridendo alle facce di tutti coloro,
Che fanno finta di far parte della razza umana,
Ma non sono che grandi lestofanti,
E mercanti di “sangue bianco”, come il vostro e come il mio.

Beati voi, fratelli miei di sangue bianco,
Che con la vostra partenza,
Avete fatto scoprire, dietro le quinte,
Di questo grande spettacolo mondiale,
Che si chiama,“ protezione dei diritti umani”
Che ha milioni e milioni di spettatori nel mondo.

Ma fin dove bisogna fuggire,
E fin quando bisogna correre,
Verso nessun-dove, nessun-luogo,
Verso gli orizzonti non chiari,
A cercare l’umanità, le mani di carità
e un po’ di pietà?!!!

Amin Wahidi
Milano, Italia
4- Ottobre - 2013