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sabato 15 marzo 2014

Paradisi "sperduti" e cultura informatica
di Adriano Tango




Che succederebbe se il resto della tecnologia procedesse ma i collegamenti, a qualsiasi rete, fossero quasi inesistenti? In fin dei conti è la condizione che molti oppositori alle insidie di questa forma di ipercomunicazione auspicano. Inverosimile, si dirà! No, una settimana non è certo sufficiente per trarre conclusioni, ma, trovandomi in questa condizione, ho potuto riflettere e "saggiare sul campo".
Già, una settimana al mio rifugio, la casa alla baia delle sirene, parco naturalistico marino, quindi niente ripetitori, neanche per televisione e cellulari, niente internet, né email. Circa quaranta famiglie tagliate fuori dal mondo, per disposizione dell'Ente parco. Un momento, non tutti! Prima del decreto che ha dato vita a questo giardino dell'Eden marino si erano rese disponibili quaranta linee telefoniche per la banda larga, la metà subito accaparrate dai ben informati gestori di attività turistiche, quindi non usufruibili durante la chiusura fuori stagione, il rimanente per abitazioni. Ne risulta una percentuale del 50% di residenti che possono navigare e altrettanti al buio. Condizione ideale per un'esperienza a doppio cieco, come si dice in ricerca. Metodo? random: contatti casuali con i residenti, per i più vari motivi, inviti per un caffè. Si entra in casa, si parla del clima che cambia, il rischio frane, Renzi, e quanto segue per suo moto proprio. Ovviamente con i responsabili di cantiere per i lavori alla vecchia dimora anche discorsi tecnici. Aggiornatissimi su materiali e soluzioni, esigenza dettata dalla concorrenza, ma l'opinione? Parlando del più e del meno cosa vien fuori? E qui si apre la forbice, fra i nostalgici del passato e quanti consapevoli della necessità di guardare avanti, indipendentemente dall'età: chi mi guarda scettico, ma chi d'altra parte mi anticipa su fatti di cronaca a me ancora ignoti e con opinioni molto dettagliate. Ma vuoi vedere che quel 50% di collegati fa la differenza? "Scusi, ma il suo pc ha un collegamento in Rete?" Centro! La differenza era proprio lì. Ma c'era dell'altro: i "collegati" non presentavano quell'insofferenza, vicina alla depressione profonda stagionale, che giunge in tutti i posti incantati ma solitari fino alla cronaca dei suicidi invernali. In qualche modo erano comunque nel mondo, e molto più consapevoli del loro ruolo di custodi di uno sperduto angolo di paradiso. Non ero certo lì per un'indagine sociologica, ma per un'improvvisa esigenza di presenza sul luogo, tuttavia le conclusioni saltavano all'occhio: informatizzazione = più preparazione, più sensibilità ambientale, maggior equilibrio emotivo.

È forse dimostrato, o comunque molto probabile, che le onde elettromagnetiche sono nocive per i cetacei, o uccelli migratori, che gli ultimi santuari della natura ospitano. Indubbio inoltre che il meno impattante collegamento via cavo in banda larga sia antieconomico per le compagnie telefoniche in zone a così bassa densità abitativa, ma proviamo a sommare dei valori aggiunti: salute mentale umana, gestione dell'ambiente affidata ai suoi stessi residenti e fruitori storici, valorizzazione economica delle aree turistiche di alto pregio. La risposta è unica: niente si sposa meglio dell'informatizzazione ai valori della conservazione ambientale. Eppure queste sacche di resistenza all'accesso informatico sono tante e disseminate per l'intera bell'Italia, dalle località marine e insulari a quelle montane, e la difficoltà di collegamento non è sempre legata alle citate disposizioni restrittive, certamente opportune, ma anche ai limiti intrinseci della diffusione del segnale in un paese orograficamente frammentato da barriere fisiche, con problematiche di mercato di convenienza economica di fornitura del servizio. Eppure sono proprio queste sedi disagiate ad avere la maggior necessità, in termini di socializzazione e conseguente benessere psichico, scolarizzazione e diffusione culturale in genere, sensibilizzazione e formazione tecnica per la propria stessa tutela naturalistica e di specificità. Non sono un informatico, nemmeno un sociologo, mi definirei un osservatore sensibile, e per questo mi chiedo se si possa comparare questo problema italiano a esperienze analoghe di altri paesi, o cosa tecnicamente le piccole società isolate possano fare con mezzi propri ma a costi contenuti, coinvolgendo comuni, associazioni, sponsorizzazioni, sempre sotto il controllo e nel rispetto dei principi delle associazioni ambientalistiche, perché, vedi caso, la location coincide con siti di alto valore naturalistico, e non sempre si tratta di luoghi turisticizzati. L'evidenza dell'equilibrio estremamente favorevole dei costi benefici rende a mio parere una valutazione più che opportuna. E mi viene un dubbio: se nell'Eden di Adamo e consorte ci fosse stato un pc collegato, anziché un melo, forse tanti guai per il genere umano…