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lunedì 27 aprile 2015

SULLA DARSENA DI MILANO
La Darsena nel 1964
Caro Beppe Boatti, cari amici,
sono stato ieri pomeriggio sui Navigli – arrivando dalle mal cementate sponde e costeggiando la nuova orrenda passerella costruita a prezzo di platino – per vedere le ultime “brutture” prima dell’inaugurazione – domani – da parte del re travicello accompagnato da schiere di corifei strapagati e strombazzanti. Stavano dando i penultimi colpi di martello ma pare che nessuno abbia rivolto all’opera realizzata la celebre frase: “Perché non parli?”. Temevano si aggirasse la guardia (di finanza).
Al mio commento (mercato e bar sono osceni) una vecchia signora ha esclamato “Ma come è negativo lei!”. Ne avessero azzeccata una! La Darsena odierna – vista in un pomeriggio di sole – è ancora più orrenda. Svetta il cubo nero da 6 metri di lato (a 30 metri da dove entra il Naviglio)e la sporcizia si raccoglie dove hanno riesumato un pezzettino di Ticinello mentre per l’aere si sparge il profumo di fritto della vasta pescheria e s’intrecciano le numerose piste ciclabili. Immaginatele con turisti numerosi. Sorry forever.
Una veduta della Darsena oggi (2015)

Il cubo ha due pregi:
mostra render belli, falsi e variabili delle altre opere realizzate a carissimo prezzo.
i turisti potranno così evitare di passeggiare e dedicarsi ad una lunghissima sosta negli accoglienti e proliferanti locali mentre aumentano barconi EXPOsitivi e musicanti. Alcuni trovano bella la piazza.
Quale piazza? Per fortuna – ci hanno provato – non sono riusciti a distruggere la bellissima quercia.

Luigi Caroli