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mercoledì 30 novembre 2016

“ODISSEA” E IL REFERENDUN DEL 4 DICEMBRE


Milano. La città dove vivo è piena di lapidi, lapidi di patrioti e di partigiani che sono caduti nella lotta contro il nazi-fascismo. Erano padri di famiglia e giovani, alcuni non avevano neppure vent’anni. Giovani uomini e giovani donne. È dal loro sangue e dal loro martirio che ha avuto origine la Costituzione; a quella stagione di dolore e di libertà essa si ispira. Il dovere di chi governa è di attuarne i princìpi e non di stravolgerla; migliorarla in favore delle aspirazioni del popolo e della sua sovranità, non piegarla ai propri fini e ai propri voleri. Chi lo fa a cuor leggero, come è avvenuto con questo maldestro tentativo, non importa sotto quale bandiera politica si collochi, è, per me, un farabutto della peggiore specie e un nemico di quei padri di famiglia e di quei giovani che hanno pagato con la vita. Può darsi che molti in buona fede e mossi da un reale bisogno di cambiamento e disgustati dalla pratica di molti politici (non di tutti), si lascino sedurre da un disinvolto furbetto strapaesano venditore di fumo privo di qualunque retroterra storico-culturale. Noi non siamo così ingenui e sappiamo da dove quella Costituzione ha avuto origine, quali sacrifici umani ha comportato. Senza mezzi termini ed alcuna ambiguità dunque, “Odissea” si è schierata apertamente per il No, perché ha avvertito tutti i pericoli insiti in questa che, con un aggettivo improprio, viene definita “riforma”.  


Quella che ci viene proposta non “riforma” ma “deforma”, non migliora ma peggiora, non dà maggiori diritti ai cittadini ma li toglie, non dà sovranità al popolo ma la svende ai potentati finanziari e istituzionali artefici del disastro mondiale che stiamo vivendo, e che pretendono di non dover rendere conto a nessuno delle loro scelte e del loro nefasto operato. “Odissea” aderisce alla manifestazione del 2 dicembre promossa a Roma dalla Redazione de “il Fatto Quotidiano”, che ha svolto in questi mesi un prezioso e illuminante compito di controinformazione fra i lettori, e porge da Milano un saluto agli organizzatori e agli intervenuti.
Angelo Gaccione 
A nome della Redazione di “Odissea”
e di migliaia di lettori.