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martedì 16 maggio 2017

IL PARADISO DEI PENNUTI
3/3/2017


Nel paradiso dei volatili una stragrande variopintezza di colori e strabiliante di brillantezza è il cielo e l’erba rigogliosa e lussureggiante. Tutti i colori dell’arcobaleno un pennello di artista li ha distribuiti sulle piume dell’avifauna.
Pappagalli che parlano, uccelli delle più varie specie che intonano canti angelici e dovunque nell’aria si ode la musica celestiale dei viventi. Si percepiscono anche le celebri note delle opere di Verdi, l’Aida, il Va’ Pensiero e la Nona di Beethoven. E’ tutto una pioggia dal cielo di coriandoli, piumini e fiori multicolori è l’aria primaverile fa sbocciare amori impensabili. Nel bel mezzo di questo Eden vi è il DJ che ha scelto e si è sottoposto al suicidio assistito in Svizzera, è felice e tiene sulle mani e sul capo passerotti che col loro canto melodioso allietano la sua permanenza. Non lontano intravedo un prelato circondato da un’orda di lupi famelici e latranti, tiene in bocca stretto fra i denti, come il conte Ugolino, di dantesca memoria, un feto e gli fuoriescono dal naso brandelli di placenta che i lupi attendono come pasto; è il feto di un aborto procurato da un obbiettore.

P.S. 7/5/17
Sono innamorato della natura che nell’età infantile mi ha accolto nel suo grembo. Amo i prati e i boschi della cara Alta Italia dove sono nato, le verdi colline prealpine ove la frescura delle alture mitiga il caldo dell’estate. La glicine, il tiglio, il sambuco in primavera donano ai viandanti il loro profumo e tutti gli animali quali fiori di naturale bellezza.
Nella mia cara dimora uno psittacus erittacus, un pappagallo cenerino detto del Gabon ci fa dono di tanto in tanto di sprazzi di sorprendente intelligenza. La natura non è solo bellezza che pur trova il suo culmine nelle celebrate fattezze della femmina dell’uomo.
Tiziano Rovelli