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venerdì 26 gennaio 2018

DEMOCRAZIA: PADRI NOBILILI E FIGLI IGNOBILI
di Angelo Gaccione

Giuseppe Denti "Mai più"

Ieri, 25 gennaio 2018, in occasione della giornata della memoria, c’è stato in un affollato incontro al Quirinale dove erano presenti autorità di vario ordine e grado, personalità altrettante variegate, studenti, e anche Liliana Segre nominata di recente senatrice a vita, dal presidente della Repubblica Mattarella. Mattarella ha tuonato contro le leggi razziali e la guerra, sottolineando come il fascismo non ha nessuna giustificazione storico-morale da accampare, perché ha prodotto quelle leggi razziali e quella guerra. Giustissimo. Peccato che fra tutti i presenti non si è levata alcuna obiezione. Se mi fossi trovato in quell’aula mi sarei alzato e avrei detto: “Presidente, quello che lei ha detto è vero, sono state le leggi razziali che hanno condotto la signora Segre, ancora bambina, nei campi di sterminio da cui si è miracolosamente salvata. Mi permetto però modestamente di farle osservare, che a firmare quelle leggi razziali è stato il re la cui salma è stata di recente riportata in Italia con un volo di stato, senza che vi sia stato uno straccio di dibattito nel Paese e in Parlamento, e senza che lei abbia aperto bocca per impedirlo.

Giuseppe Denti "Mai più"

Ha ragione anche a proposito di quanto afferma sulla mostruosità della guerra, però siccome per fare la guerra ci vogliono le armi, lei non ha detto finora mezza parola sul commercio e la produzione delle armi italiane che vanno a portare devastazione e morte in giro per il mondo oggi, come ha fatto il nazifascismo ieri e che lei giustamente condanna. Ecco, era semplicemente questo che volevo farle osservare”.