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martedì 22 maggio 2018

NUMERI DALLA VAL D’AOSTA
di Franco Astengo

I numeri definitivi provenienti dall’esito delle elezioni regionali in Val D’Aosta vanno analizzati con grande attenzione, prima di cedere alla tentazione di titoloni roboanti. Premesso che si tratta di una situazione politico-sociale molto specifica, al riguardo della quale è molto difficile trarre indicazioni di carattere generale è comunque possibile presentare qualche utile spunto di riflessione per tutti.
Prima di tutto c’è il dato della partecipazione al voto.
Si conferma qui una tendenza già rilevata da tempo e confermata dalle recente elezioni in Molise e Friuli Venezia Giulia: le elezioni regionali fanno segnare costantemente un calo nella partecipazione al voto.
Un fenomeno legato a varie cause, ma sicuramente accelerato dalla genericità delle malversazioni che si sono verificate in tutta Italia e che in Val D’Aosta hanno trovato un’accentuazione del fenomeno, secondo i dati delle ultime inchieste. In ogni caso i dati in cifra assoluta sono questi: alle elezioni regionali 2013 su 102.633 aventi diritto i voti validi furono 72.060 (70,21%), alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 gli iscritti nelle liste erano 99.547 (per la nota questione delle liste all’estero),i voti validi furono 66.374 (66,67%), alle regionali del 20 maggio 2018 iscritti aventi diritto 103.117 ,voti validi 63.735 (61,80%). In due mesi da Marzo a Maggio sono così mancati 2.635 voti validi pari al 4,87%. Dalle regionali 2013 a quelle 2018 mancano all’appello 8.325 suffragi.
È evidente che questo dato si rifletta sul computo dei voti in cifra assoluta per ciascuna lista. Sotto quest’aspetto si parlerà sicuramente di grande avanzata della Lega che, in realtà, rispetto alle elezioni politiche 2018 perde voti: il 4 marzo, infatti, la Lega aveva ottenuto 11.588 voti, nell’occasione il Carroccio si ferma a 10.872 voti perdendone quindi 716. Nelle elezioni regionali 2013 la Lega si era presentata in coalizione con il Movimento Stella Alpina ottenendo 8.824 voti.
Esaminiamo allora il percorso del Movimento 5 stelle che nel 2013 ottenne 4.773 voti, cifra impennatasi fino 15.999,conquistando il collegio ed eleggendo la deputata Elena Tripodi alle politiche 2018, e bruscamente ridiscesa a 6.652 voti nelle regionali del maggio 2018: 9.347 voti in meno nel giro di due mesi: si può ben accennare a un arretramento significativo.
Esaminiamo adesso il cammino dell’Union Valdotaine, storica formazione autonomista della Valle che nel 2012 ha subito la scissione di Unione Valdotaine Progressiste.
Alla regionali del 2013 l’UV si era presentata in una coalizione con la Lega, Stella Alpina e l’Unione di Centro: coalizione che aveva conseguito la maggioranza dei seggi: l’UV aveva ottenuto 24.121 voti; alle politiche 2018 , invece, l’UV si era presentata in coalizione (si ricorda che il sistema elettorale della Val d’Aosta in occasione delle politiche differisce da quello del resto della Penisola, essendo in vigore un sistema a collegio uninominale) con il centro sinistra con PD e UVP: coalizione che aveva conseguito 14.429 voti; alle regionali 2018 l’UV ha mantenuto a fatica la maggioranza relativa (con lo stesso numero di seggi conseguito dalla Lega Nord) con 12.265 voti. In sostanza l’UV in 5 anni ha ceduto metà del proprio elettorato: 11.856 voti. Da ricordare, tanto per offrire un ulteriore parametro di valutazione che alle Regionali 2008 l’UV (non ancora scissa dall’UVP) aveva ottenuto 32.614 voti.
Il Movimento Stella Alpina che si richiama ai valori del cattolicesimo democratico ha avuto 6.792 voti e 4 seggi (nel 2013 la coalizione Lega Nord-Stella Alpina aveva avuto 8.824 voti) mentre alle Politiche Stella Alpina aveva appoggiato il candidato Giampaolo Marcoz sotto l’insegna “Per tutti” con 12.118 voti.
Netta flessione, tra un’elezione regionale e l’altra anche per l’UVP: nel 2013 13,843 voti (poi nelle politiche 2018 coalizione con PD e UV per 14.429 voti) e nelle regionali 2018 6.750 voti : tra il 2013 e il 2018 una flessione di 7.093 voti.
Tra il 2013 e il 2018 il PD è sceso da 6.401 voti a 3.436 (- 2.965) perdendo tutti i 3 seggi.
Flessione anche per il centro-destra, presentatosi nel 2013 come Popolo della Libertà con 2.961 voti e nel 2018 come Centro destra per la Val d’Aosta con 1.862 voti, quindi 1.099 voti in meno e zero seggi (come nel 2013, del resto) . Nelle politiche del Marzo2018 la coalizione Forza Italia-Fratelli d’Italia e Movimento nuova valle d’Aosta aveva ottenuto 5.533 voti.
Sarà presente in consiglio con 3 seggi anche il Movimento Impegno Civico. La bandiera della "società civile" e della "buona politica" sventolava sulla lista 'Impegno civico, lavoro, ambiente, uguaglianza . Tra i candidati hanno figurato i consiglieri Alberto Bertin e Andrea Padovani, Fabio Protasoni e Chiara Minelli, candidati alle scorse politiche in Risposta civica e Alex Glarey candidato di Potere al popolo. Impegno Civico ha ottenuto 4.806 voti, alle politiche Risposta Civica ne aveva avuti 2.623 e Potere al Popolo 1.700. L’incremento rispetto alla somma delle due liste è stato di 483 voti.
3 seggi anche per ALPE (Autonomie, Libertè, Partecipation, Ecologie) che ha perso 2 seggi rispetto al 2013 dove aveva realizzato 8.943 voti scesi nel 2018 a 5.733, quindi una flessione di 3.210 unità.
MOUV passato da Movimento a Lista Elettorale con l’obiettivo di sostenere : “la convivenza tra le diverse culture «come elemento di arricchimento», la francofonia, lo sviluppo sostenibile, la trasparenza, la democrazia partecipata «perché l’assemblea degli appartenenti vota e decide”. Ottiene anch’esso 3 seggi con 4.545 voti. In conclusione si possono trarre queste prime provvisorie conclusioni:
1) L’egemonia storica dell’UV appare definitivamente frantumata: frantumazione non arginata dalla presenza di UVP;
2) Nel quadro di una flessione della partecipazione al voto la tenuta della Lega Nord in termini di cifra assoluta diventa elemento di successo elettorale fin quasi a contendere la maggioranza relativa;
3) Il M5S conferma la tendenza già segnalata in Molise e Friuli Venezia Giulia a un’accentuata flessione rispetto al risultato delle elezioni politiche confermando la volatilità del proprio elettorato;
4) Il PD sparisce dal quadro politico-istituzionale mentre il centro-destra conferma la sua marginalità almeno nel sistema politico aostano.