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martedì 27 novembre 2018

“L’INFINITO” DI ROBERTO VECCHIONI
di Mario Capanna

Guccini e Vecchioni

Potente, ricco e intensamente propositivo, l’ultimo album di Roberto Vecchioni.
Dodici canzoni che sono un inno alla vita. Liriche, elegiache, epiche.
E anche quelle d’amore, delicate e struggenti, danno messaggi di vertiginosa profondità.
L’amore e la vita, nella loro fondamentale bellezza (oltre ogni dolore, disavventura e avversità), vincono ogni affanno e, persino, tengono in scacco la morte.
Perché “(…)l’infinito non è al di là/ è al di qua della siepe”, dato che “l’infinito è nella tua emozione”.
Sì che “questo vivere è una festa”.
E la festa non è un divagare, ma è l’impegno, sempre, visto che “te lo fai tu il destino”.
Per questo sono stati “Formidabili quegli anni” - la seconda, meravigliosa, canzone dell’album - che non è per niente l’amarcord, ma il primo pugno nello stomaco della compilation, che sprona verso il futuro: “(…)Le libertà che avete / mica c’erano a quei tempi / noi ci siamo fatti il culo / tocca a voi mostrare i denti”.
E, alla fine di essa, le note incalzanti dell’armonica a bocca di Fabio Treves danno il passo di carica verso l’acquisizione di una nuova coscienza globale. E, dunque, di nuove lotte.
Indimenticabile il duetto Vecchioni-Guccini (in “Ti insegnerò a volare”).
Roberto, si sa, è un egregio e delicato poeta. E a me fa venire in mente Giorgio Gaber (oh!, quanto ci manca).
In mezzo alle passioni tristi e all’analfabetismo di ritorno di oggi, quando troppo spesso  si pensa… per sentito dire, qui ci sono cultura feconda e la gioia di pensieri felici.
In sintesi, direi a ciascuno: ascolta quest’album, perché… ti insegnerà a volare…

La copertina dell'album