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lunedì 18 maggio 2020

CAPITALISMO STRACCIONE
di Luigi Caroli 


“Nel 2020 i consumi crollano per 84 miliardi di euro”. Distribuendo 12 miliardi ai più poveri (4 milioni che ricevono 3000 euro in un anno) non ne rimarrebbero 72 da spendere? Diminuiranno obesità e colesterolo. I SUV arrugginiranno nei piazzali con nostro sommo sollievo. Le signore acquisteranno solo due vestiti eleganti e un paio di scarpe nuove (stando molto di più in casa ché il Coronavirus non è in pensione). I commercianti -quelli rimasti un po’ dimagriti - si rifaranno nel 2021. Il loro rappresentante Sangalli chiede 15 miliardi a fondo perduto. Dove li prenderà il Governo tutti questi soldi? Mica potrà fare come Obama nel 2008 e come sta facendo Trump adesso. Gli americani possono stampare tutti i dollari e tutti i buoni del Tesoro che vogliono. Noi solo indebitarci ulteriormente. I big di Confindustria dicono che sono sprecate le distribuzioni a pioggia. Quelle cioè che riguardano i poveretti. Non fanno ripartire l’economia ma i consumi sì e Sangalli sarà contento. Purtroppo, come avrete certo letto, per far ripartire l’economia loro vogliono essere pagati in anticipo. Come? Lo Stato dovrebbe impegnarsi a garantire al 100% i prestiti richiesti dai big: Tronchetti Provera 4 miliardi, Benetton 3 miliardi (col mantenimento della concessione Autostrade senza nessuna penalità), il prode Elkann 6 miliardi. Dal momento che il Decreto legge è già in vigore e purtroppo accoglie questa pretesa dissento per la prima volta dal Presidente del Consiglio. È stato un errore che quasi sicuramente nuocerà a lui e agli italiani migliori. Non avrebbe dovuto promulgare il Decreto legge ma fare un nuovo DPCM. È perfettamente inutile dar ragione ai Ceccanti che possono essere smentiti dai Zagrelelsky. È stato un errore anche lodare in conferenza stampa Fontana. Lui è un uomo di Salvini e collaborerà con Salvini, non col Presidente del Consiglio. I big della finanza non si accontenteranno della garanzia al 100% e continueranno ad attaccarlo con tivù e giornaloni. Purtroppo Conte si è illuso che avrebbero fatto il bene dell’Italia. La conferenza stampa è stata dannosa per lui e per gli italiani migliori. Sarà opportuno che nel dibattito venga presentato un emendamento per eliminare la garanzia ma ciò finirà per creare dissidi tra i partiti di maggioranza. Se i big vogliono avere la garanzia statale al 100% dovrebbero avere la sede legale in Italia e in Italia dovrebbero pagare tasse vere e non elemosine. Altrimenti, vadano a farsi dare i soldi nei Paesi che li accolgono volentieri per rimediare qualche soldino che è spettanza degli italiani. Mi permetto di ricordare anche al Presidente del Consiglio che l’autostrada Milano-Torino è stata pagata tre volte dai contribuenti italiani alla famiglia ora Elkann *. Egli non ha bisogno del TAV per correre in Olanda a presentare i bilanci. Almeno tre miliardi da aggiungere ai 6 già previsti potrebbe ottenerli (senza garanzia al 100%) dichiarando che il Tav è inutile ** e dichiarando sui giornaloni e nelle Televisioni che possiede che non deve essere fatto. Sono i piccoli ma seri imprenditori italiani che possono salvare l’Italia. Ma sono loro che hanno bisogno di finanziamenti per crescere. Tronchetti Provera, Benetton ed Elkann hanno ufficialmente e ufficiosamente (nei paradisi fiscali) soldi a profusione. Non li vogliono rischiare per aiutare l’Italia.


Note

* Dopo un recente provvedimento inviato al CIPE dalla ministra dei Trasporti i contribuenti italiani pagheranno per la quarta volta la Milano- Torino ma ad altra famiglia piemontese, i Gavio. Lo sconcio e vomitevole comportamento dei Ministri dei Trasporti che si sono avvicendati nella mangiatoia regolando (?) o regalando le concessioni ha avuto pesanti conseguenze, non ultima il crollo del Ponte Morandi.

** I super-padroni non amano le manutenzioni. Negli scavi per il Tav abbondano uranio e amianto. I soldi per la bonifica potrebbero meglio servire per costruire ospedali. Si eviterebbero migliaia di morti e si aiuterebbero i malati.