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sabato 29 agosto 2020

Minima Immoralia
CÉLINE E GLI UOMINI
di Angelo Gaccione

L. F. Céline

Louis-Ferdinand Céline ha sporcato il suo onore di uomo e di scrittore con la stesura di alcuni libercoli antisemiti: Bagatelles pour un massacre, L'École des cadavres e Les Beaux draps. Da sempre le destre razziste e xenofobe se ne fanno vanto e mettono in circolazione questi scritti nei modi più diversi. E tuttavia lo scrittore francese ha contraddetto in maniera clamorosa le idee aberranti contenute in quegli scritti. Ha usato la sua professione di medico in maniera gratuita a favore di famiglie povere in diverse occasioni, mostrando umanità e solidarietà. Di sicuro contraddicono quelle idee, certi passaggi virulenti ed apertamente critici, di sapore anarchico, che si riscontrano in quel capolavoro che è Viaggio al termine della notte, nei confronti degli uomini e dei loro comportamenti. Alcuni di quei passaggi mi sono tornati prepotenti alla memoria di recente, a seguito di fatti che mi hanno riguardato; non ho potuto fare a meno di provare una dose di condivisione verso le parole di Céline, e di comune amara sfiducia verso gli uomini. Per fortuna il mio pessimismo non è così totale come il suo, ma chissà quante volte è capitato di provare sentimenti simili a quelli espressi dallo scrittore con queste parole: “(…) Non crederò mai più a quel che dicono, a quel che pensano. È degli uomini, di essi soltanto, che bisogna aver paura”.  Di altrettanta amara verità sono intrise queste altre: A questo mondo ci sono per il povero due grandi modi di crepare, sia con l’indifferenza assoluta dei suoi simili in tempo di pace, sia con la loro passione omicida appena scoppiata la guerra”. Non sempre per fortuna è così, non sempre.