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mercoledì 23 dicembre 2020

LA PAROLA AI LETTORI



Caso Regeni-Zaki e non solo
 
Si stanno riproponendo situazioni, fatti, risposte, atteggiamenti, già presi in passato. Mi sto riferendo al caso di questi giorni: Regeni-Zaki. Dovrebbe essere chiaro che l'uccisione, dopo gravi torture, del nostro ricercatore italiano e la continua carcerazione "farsa" dello studente di Bologna, rinviando di volta in volta un giudizio che non si vuole dare per tanti motivi, non sono un "caso", ma la violazione continua dei diritti sostanziali di persone di diverse nazionalità. Diritti che dovrebbero essere al di sopra degli interessi materiali degli Stati. Interessi che attengono, tra l’altro, alla vendita di armi, nella situazione "atomica", in cui ci troviamo. Posso ricordarlo? 
1. Ci ricordiamo del giornalista Khashoggi ucciso in un Consolato turco da agenti segreti sauditi e fatto a pezzi per fare uscire i resti "nascosti" in una valigia?
2. Quanto è avvenuto, ha impedito allo Stato americano di continuare una politica comune in Medio-Oriente?  
3. Ci rammentiamo, ad esempio, che questo stesso stato è in combutta con gruppi nazisti ukraini per entrare nel gioco politico di quello Stato e poter controllare la vicina Russia?
4. E che dire di un noto “umanista” come il presidente Trump? E del  presidente francese Macron che pur di vendere sommergibili e altro materiale bellico all' Egitto, non ha esitato a conferisce onori e premi al suo corrispettivo egiziano, indifferente a quanto avvenuto per il caso Regeni-Zaki?  5. La stessa Unione Europea, pur dando formalmente ragione al governo italiano, non è in grado di farne una ragione di tutti gli stati, perché sa che gli interessi variano per ciascuno, e poi, forse, si è ricordata di avere dato al presidente Erdogan (Turchia) 5 miliardi di euro per impedire che cittadini siriani bombardati democraticamente dagli U.S.A. e quindi anche con la nostra collaborazione, arrivassero in Europa.
Come si vede il comportamento degli stati non è in linea con etica e morale. E non può esserlo perché lo Stato bada a interessi particolari, e le sue modalità sono tendenzialmente basate sul principio di morte-tua  vita -mia, nei confronti con altri, se non di esibita e cinica " superiorità". Ecco perché Franco Fornari nel suo libro Psicanalisi della guerra atomica parla di un ritorno al soggetto, alla consapevolezza di sé, in linea con la responsabilizzazione della propria violenza ceduta, anche oggi, al gruppo Stato. Con la possibilità dell'auto distruzione, dato il tipo di armi di cui gli Stati nel tempo si sono dotati con la scusa della "difesa", altro non sarebbe garantita che la reciproca distruzione. E certamente non definirei democratiche questo tipo di scelte, ma soltanto, brutalmente, "imbecillità".
Si dovrebbe iniziare a capire che certi problemi sono comuni a tutti gli abitanti del Pianeta: pandemie, clima, differenze sociali e che la loro risoluzione sarebbe un bene per tutti. Dovremmo rispettare questa Casa comune in cui ci siamo trovati ad abitare, e trattarla meglio di quanto fatto finora.
Giuseppe Bruzzone