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lunedì 28 dicembre 2020

PER GIORGIO GALLI
di Angelo Gaccione

Giorgio Galli
al Salotto Bonomo

Coloro che amiamo e che abbiamo perduto
non sono più dov’erano, ma sono ovunque noi siamo
”.
Agostino d’Ippona
 
Ieri sera dal Tg3 Lombardia ho appreso della scomparsa del politologo Giorgio Galli. Hanno liquidato la notizia con appena due parole, mentre tocca sorbirci per giorni litanie e rievocazioni di mediocri attori, comici da quattro soldi, canzonettari, calciatori, subrettine di ogni tipo e quant’altro, di quello che viene chiamato star system e di cui io provo un infimo disprezzo.
Abbiamo chiesto a Daniele Comero, che di Galli è stato stretto collaboratore, di scrivere un degno ricordo per “Odissea”, ma intanto una nota voglio aggiungerla anch’io. Docente di Storia delle dottrine politiche alla Statale di Milano, in anni non facili, era uno dei docenti più disponibili e rispettati. Come lo storico Catalano, di cui fui amico. Con Galli sostenni diversi esami; non venne alla discussione della mia tesi di laurea e questo mi danneggiò, perché discutevo argomenti libertari e mi trovai di fronte uno stalinista come Geymonat, il noto filosofo della scienza. Praticamente la discussione, ma direi più la polemica, avvenne solo con Geymonat perché gli altri relatori si guardarono bene dall’ intervenire (molto probabilmente non conoscevano l’argomento e il correlatore, ho il sospetto, non avesse neppure dato un’occhiata al mio lavoro). Mi giocai così il 110 che mi aspettavo. La lode no, su quello non facevo conto: ero un lavoratore studente, avevo una moglie a carico e seguivo delle lezioni saltuariamente. In più mi ero scontrato con qualche docente e non ero figlio di borghesi in vista della città. In verità Geymonat non lo avevo mai incontrato, io i rapporti li avevo avuti col suo brillante allievo, Giulio Giorello, ma tant’è.


Giorgio Galli
al Salotto Bonono

Anni più tardi incontrai il prof. Galli alla libreria dell’amico Ermanno Tritto che entrambi frequentavamo, la “Tikkun” di via Montevideo qui a Milano, e gli ricordai di quei lontani anni. In seguito ci incontrammo in occasione di presentazioni di libri e conversazioni. Con Daniele Comero è venuto spesso al salotto Bonomo di via San Marco, a quello che per anni è stato il Centro Culturale Candide. Le foto che qui pubblichiamo lo ritraggono proprio al Salotto; in alcune di quelle scattate dai tanti amici fotografi che intervenivano ci sono anche io. Le ultime volte che l’ho incontrato parlava a fatica, e a fatica si muoveva. Se ne è andato ad una bella età, a 92 anni, ma in un momento triste per la sua Milano devastata dal Covid. Ci lascia una marea di ottimi libri, e il ricordo della sua mite gentilezza e disponibilità.