Pagine

lunedì 28 dicembre 2020

GIORGIO GALLI
di Daniele Vittorio Comero

Giorgio Galli al Salotto Bonomo
 
Una vita spesa a capire la politica
 
Giorgio Galli è stato il più intelligente osservatore della vita politica italiana per alcuni decenni, prima con la sua rubrica su Panorama, poi con libri e interviste, con interventi coerenti e precisi. Non si è mai fatto fuorviare da condizionamenti ideologici e ha sempre affidato l’elaborazione del suo pensiero e la produzione dei suoi scritti a una accurata documentazione e ad analisi disincantate che vengono puntualmente confermate dai fatti. In Affari di Stato del 1991 aveva dipinto un affresco drammatico della corruzione, dei misteri e degli scandali che hanno costituito la “storia sotterranea” dei partiti politici e della società. In ultimo con Storia d’Italia tra imprevisto e previsioni, Mimesis ha svolto un bilancio. Nel Il Golpe invisibile - Kaos Edizioni, 2015 - spiega la degenerazione italiana, riassunta nel passaggio di potere dalla classe imprenditoriale alla borghesia finanziario-speculativa. Questi ceti burocratici parassitari, secondo Giorgio, hanno avviato un processo che può vanificare lo stato di diritto. Infatti, oggi stiamo assistendo a questo diluvio di decreti e dpcm, che dobbiamo consultare per uscire di casa.
 

Daniele V. Comero
al Salotto Bonomo

Quella di Giorgio Galli è una vita vissuta intensamente fino all’ultimo giorno, senza mai mollare, sempre attivo su progetti nuovi, idee di studio per il miglioramento della società, con eleganza e sobrietà. Giorgio Galli è un esempio per tutti, di tenacia e forza di spirito. A chi si meravigliava di tanta energia aveva risposto così: “L’energia mi deriva da una vita fortunata, nel contesto di un’Italia (anni Cinquanta e Sessanta) che dopo i traumi del fascismo, della sconfitta e della guerra civile valorizzava la volontà di ripresa e la meritocrazia (della quale oggi si parla a sproposito). Le scienze sociali mi hanno aiutato nel processo di formazione. Avevo vissuto a Milano, da ragazzo, il terribile inverno 1944 e sembrava impossibile che pochi anni dopo si sarebbe parlato di “miracolo italiano” per il dinamismo economico. Così come, ne parlo nei miei libri, nel 1858 era imprevedibile l’unità italiana nel giro di un triennio. Dalle scienze sociali ho imparato le possibilità previsionali, ma anche il tener conto dell’imprevisto, di fattori ipotizzabili, ma imponderabili. Non il caso e non la necessità, ma probabilità, maggiori o minori. Per l’Italia: o il rassegnato impoverimento (più probabile), oppure la percezione dell’impoverimento (la Fiat in Usa, la Pirelli ai cinesi)....

 
Profetico, i fatti gli hanno dato ancora una volta ragione. Socialista di formazione culturale, aveva iniziato a lavorare all’ENI di Mattei, quando raccoglieva i più brillanti laureati per la sua squadra. Laureato in giurisprudenza si era subito dedicato allo studio della politica favorito da quell’incarico. Scrive un libro sulla storia del Pci, poi sulla sinistra democristiana, allora fucina dei “migliori” della Dc. La battaglia politica è sempre stata misurata con i voti, per cui si è interessato alle elezioni e a tutti i meccanismi connessi. Nei primi anni Sessanta un colpo di fortuna lo porta a Bologna e a dirigere il Mulino e l’Istituto Cattaneo, che aveva avuto una donazione cospicua per svolgere una innovativa ricerca sul comportamento elettorale in Italia. Un progetto complesso e ambizioso, guidato anche da Giovanni Sartori, che ha fatto da fucina ad una scuola bolognese che ha poi gestito, con Andreatta, Prodi e Parisi, un pezzo della futura politica italiana. La ricerca è stata pubblicata in numerosi volumi, con l’utilizzo per la prima volta di tecniche di analisi statistiche avanzate favorite dall’impiego di calcolatori. L’estratto della ricerca è stato pubblicato da Giorgio Galli per Il Mulino nel 1966 con il titolo “Il bipartitismo imperfetto”. Ebbe subito una risonanza incredibile per l’efficacia del titolo, che riassumeva in due parole la monumentale ricerca. Questa capacità di sintesi l’ha mantenuta sino alla fine, come testimoniano i suoi libri e gli interventi pubblicati sul sito www.istitutostudipolitici.it, esercitandola con maestria. Negli anni Settanta è rientrato a Milano, docente di Storia delle dottrine politiche all’Università Statale, assumendo anche per un anno la presidenza della Società Umanitaria.
Ci siamo incrociati a Napoli nel 1988 ad un convegno della SISE di studi elettorali, da lì è nata una collaborazione insolita durata oltre trent’anni, complementare tra uno storico e uno statistico, con quattro libri scritti insieme e numerosi convegni su temi di analisi politica ed elettorale. L’ultimo impegnativo progetto è la creazione dell’ISPIG, l’Istituto di studi politici diretto e presieduto da Giorgio, nel 2018. Voleva che qualcuno proseguisse le sue ricerche, che si superasse il conformismo accademico, che non tocca mai nulla di veramente importante del nostro sistema politico

 
Giorgio Galli (10 febbraio 1928 - 27 dicembre 2020)
Storico e saggista, già docente di Storia delle dottrine politiche presso l’Università degli Studi di Milano, è stato uno dei massimi politologi italiani. Già Presidente dell’Umanitaria (1978) e direttore del Mulino. Tra le sue opere: Hitler e il nazismo magico (Rizzoli 1989), Storia dei partiti politici europei (Rizzoli 1990), Partiti politici italiani (1943-2004) (Rizzoli 1991), Mezzo secolo di Dc (Baldini Castoldi Dalai 2004), Esoterismo e politica (Rubbettino 2010), L’impero antimoderno (Bietti 2013), Il golpe invisibile (Kaos 2015). Presidente dell'ISPIG -Istituto di Studi Politici dal 2018.