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giovedì 21 gennaio 2021

SANITÀ. GLI ANTICORPI DELLA SOCIETÀ
di Marco Vitale

Marco Vitale
 
Un contributo dell’economista Marco Vitale
 
Caro Gaccione,
la Tua recensione su Odissea di “Senza respiro” di Agnoletto è qualcosa di più di una recensione. È una chiamata alle armi, indispensabile, onesta, coraggiosa. Agnoletto meritava una recensione così bella. Ma andiamo oltre. INSIEME! Nel mio libro “Al di là del tunnel”, il 16 marzo 2020 scrivevo: “Ma non dobbiamo illuderci. Sullo stimolo del Coronavirus dobbiamo riuscire, come società, a esprimere un’energia positiva, un’imperiosa richiesta di miglioramento del sistema e di trasferimento di risorse ingenti da settori di spesa inutili se non dannosi verso la sanità e la ricerca, per fare quello che chiede Garattini e tanti altri come lui. Se non si muovono dei vigorosi anticorpi nella società non succederà nulla perché l’attuale sistema è congeniale agli interessi di molte forze politiche che, da tempo, guardano alla sanità come la greppia principale per i propri accoliti e i propri voti. Sotto questo profilo crisi epocali come quella del Coronavirus potranno essere una grande occasione per migliorare. Non permettiamo che la generosità e l’eroismo del personale medico e sanitario diventi la foglia di fico per coprire le malefatte della mala politica sanitaria. Ma anche grandi occasioni si perdono (passata la festa gabbato lo santo) come abbiamo perso quella della crisi finanziaria del 2008 dalla quale siamo emersi con un sistema finanziario e bancario se possibile peggiore di prima”.

La copertina del libro
di Marco Vitale
 
E il 5 maggio 2020 scrivevo:
“Sanità. Articolo 32 della Costituzione al centro.
In tutti i miei interventi ho sempre espresso pensiero comprensione e solidarietà a chi si è trovato a guidare le battaglie contro la pandemia. Ma ho anche detto che non si potrà evitare, una volta passata la fase acuta della stessa, di indagare, con serietà, di esaminare approfonditamente la reazione della nostra sanità al Covid-19. Questo esame inizia da poche domande molto semplici: è vero che il nostro rapporto decessi/popolazione è il peggiore del mondo? Se è vero perché? È vero che il numero dei deceduti tra i sanitari è terribilmente alto e doloroso? Se sì perché? Queste domande e tante altre connesse non possono restare senza risposta. Ma deve essere una risposta onesta e competente per andare avanti, per migliorare il nostro sistema sanitario non per lanciare accuse di parte. E qui sta il difficile. È certo che l’olocausto che abbiamo visto in tante RSA porterà a un intervento pesante della magistratura. Ma la magistratura persegue le sue verità, i suoi obiettivi, che non sono necessariamente quelli di migliorare il sistema sanitario. Né l’indagine può far capo ai vertici delle responsabilità regionali che sono parte in causa. Come disse Einstein: le persone che hanno causato i problemi non sono le stesse utili per rimuoverli. Eppure, una seria approfondita indagine sullo stato della sanità, soprattutto in Lombardia, e su cosa vada cambiato è indispensabile ed è augurabile che venga costituita una Commissione di indagine onesta, competente, con competenze sanitarie ma anche economico-organizzative, magari presieduta da uno studioso tedesco o svizzero, incaricata dal presidente della Repubblica o da altra carica istituzionale che, in sei mesi, proponga al Parlamento ed al Paese un quadro onesto e competente dell’intera vicenda, e delle ragioni che hanno portato ad una situazione così grave, soprattutto in Lombardia e Piemonte. Una cosa nuova e positiva si è verificata nel mondo della sanità. Per la prima volta gli ordini professionali si sono mobilitati sollevando problemi molto seri e dichiarando la loro volontà di impegnarsi sul tema. Che questo slancio non vada perduto. Che questi raggruppamenti restino mobilitati. Che si uniscano in un processo federalista. Che l’inevitabile riforma li veda protagonisti. Che negli ospedali si ristabilisca la libertà di pensiero e di parola. Che la centralità dell’art. 32 della Costituzione e della SSN venga restaurata”.

 
Con preoccupazione vedo che l’attenzione e tensione dei singoli medici e degli ordini medici professionali si vanno attenuando. Ma niente di importante (che si chiami sanità o scuola o giustizia) può essere impostato all’efficacia ed alla vera efficienza ed al rispetto della Costituzione senza il coinvolgimento e l’impegno diretto dei protagonisti (cioè dei medici e personale sanitario, dei professori, dei maestri, dei giudici).
Bisogna ricostruire e per fare questo ci vogliono capomastri e muratori che sanno quello che fanno e perché. Solo i politici hanno l’arroganza di gestire un Paese del quale ormai non capiscono più niente dall’alto di un’incultura di fondo che impedisce loro di capirlo, qualunque cosa succeda. Purtroppo, questo virus colpisce subito anche le persone normali, quando decidono di dedicarsi a un incarico politico, come la sconvolgente prima uscita del neo- assessore* alla Sanità della Lombardia sulla distribuzione dei vaccini collegata al PIL dimostra. Un’uscita che lascia senza fiato, per tutto quello che sottintende, che fa cascare le braccia, come ha giustamente commentato il Sindaco Sala, contraria alla civiltà come ha detto il ministro Francesco Boccia, contraria all’articolo 32 della Costituzione e alla legge 833/78 istitutiva del SSN come ha detto il presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, a un passo dalla barbarie come ha detto il presidente della Regione Campania.
Speravo che fosse una forzatura giornalistica ma, purtroppo, la rettifica dell’assessore l’ha confermata.


La copertina del libro
di Vittorio Agnoletto

Nota
*Si tratta del nuovo assessore regionale Letizia Moratti.