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lunedì 15 marzo 2021

GUERRA E BUON SENSO
Domande di uno storico obiettore


In questo periodo, più o meno concomitanti si, sono verificati cambi di governo nel nostro Paese e in quello che vorrebbe essere il Paese dell'eccellenza, gli Stati Uniti d' America, che si interessa dei problemi del mondo, e ha un migliaio di basi militari sparse, ben lontano dalla Quinta Strada di N.Y. Cambi che, ovviamente, tengono conto delle diversità di partenza. Su un punto però concordano: non parlano dei problemi che riguarderebbero i rispettivi cittadini in caso di una guerra con le armi di oggi, enormemente diverse da quelle usate in precedenza. Un enorme salto di qualità e capacità distruttiva che potrebbe riguardare miliardi di persone, non le diverse decine di milioni della Seconda guerra mondiale che già avevano fatto soffrire in precedenza; morti che purtroppo non hanno insegnato nulla, considerata la situazione odierna. Eppure sia il nostro che l'altro si stanno armando, con il diverso peso politico in gioco e con il fatto che noi siamo alleati (?) quasi alla pari. E le attenzioni che dovremmo prestare alla nostra vita quotidiana con la presenza di un virus che ha colpito tutti gli Stati, amici e potenziali nemici, in termini economici e sanitari, non ci induce a riflettere che i soldi per gli armamenti sarebbe meglio impegnarli per la vita che stiamo vivendo oggi e non per una "difesa" futura, che non ci sarebbe per le armi in gioco, e che altro sarebbe comunque una "vendetta" potenziale, non una "difesa"?  Eppure i governi degli Stati, o meglio chi guida le loro politiche, non sentono questa responsabilità di comunicare ai loro cittadini la situazione in cui ci troviamo e i pericoli che avremmo di fronte. Si pensa ancora al "Primo Colpo" da infliggere all' avversario? Stupendo! Qualcuno può essere certo che sarà definitivo, e vale la pena mettere in gioco la vita dei propri concittadini, tantissimi di loro, esseri umani, non numeri? Ma non si sosteneva che le guerre, a parte quelle dichiaratamente di conquista, si facevano per raddrizzare torti, per difendere la propria libertà? Ma poi queste sono obbligatorie? Le ordina qualche autorità superiore? Oppure, storicamente, nell' evolversi della nostra vita umana in una situazione nucleare di questi tempi con un corollario di intelligenze artificiali e altri ritrovati scientifici, non ci conviene cambiare atteggiamenti e aprirci anche al solo mondo che abitiamo, che ruota nell'Universo?
[Giuseppe Bruzzone]