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mercoledì 10 marzo 2021

PANDEMIA
di Marzia Borzi

 
Se il suono delle ambulanze fosse quello della coscienza
 
Questa mattina un amico mi ha mandato l'audio delle sirene delle ambulanze che, tantissime, sfrecciavano sotto casa sua. Ieri sera lo stesso suono ha accompagnato il mio dormiveglia.
Dopo un anno in Lombardia non è cambiato niente. Il suono delle ambulanze purtroppo non ha risvegliato nemmeno le coscienze. Non solo non si è imparato dagli errori della prima ondata ma proprio non ci si è mossi. Siamo fermi come un beota che continua a guardarsi il dito e non vede che la luna gli sta cadendo in testa. E questo, se si è onesti intellettualmente, bisogna ammetterlo. E non è una questione partitica perché altrove, con lo stesso partito ma uomini diversi, le cose vanno in ben altro modo.
La scorsa settimana, in Lombardia, sono stati forniti nuovamente dei dati sbagliati all'Istituto Superiore della Sanità, il portale di prenotazione vaccini è andato nel caos e la vaccinazione procede più che a rilento che da qualsiasi altra parte d'Italia.
Hanno sospeso Gallera, facendo pagare a lui il tutto, ma la sua eliminazione politica non ha fermato le follie e le stupide ingenuità che continuano ogni giorno ad essere sotto gli occhi di tutti e che ci rendono ridicoli davanti al mondo intero.
I Lombardi, il traino d'Italia...quelli che guardavano gli altri dall'alto in basso...e che sono diventati l'Africa d'Europa.
Certamente la situazione è stata drammatica ovunque, ci ha visto affrontare qualcosa di sconosciuto ma da noi in Lombardia le cose sono veramente al surreale: dall'inizio dell'emergenza i vertici della Regione non ne azzeccano una, la comunicazione con i cittadini risulta confusa e lacunosa, l'assistenza domiciliare pressoché inesistente e la popolazione è stata lasciata completamente sola ad affrontare mesi terribili e tragici.
Si è lasciato che l'offerta sanitaria, ubriacata peraltro da quella fortissima del privato che nel frattempo ha fatto affari d'oro, risolvesse i problemi senza darle praticamente nessun supporto, nessuno aiuto.
Per la serie: chi ha più soldi e conoscenze se la caverà e chi ne ha meno rischia. Fatti suoi.
La Milano da bere che si è bevuta una regione intera, per farla breve.
Ora (era ora!) anche certi leader politici paiono venire giù dal pero e iniziare a rendersi conto che questa situazione potrebbe alla lunga rivoltarglisi contro.
Forse, però, è tardi e l'unica uscita, a questo punto, sarebbe commissariare la Lombardia, decisione che il Governo avrebbe dovuto prendere mesi fa.
Non so come andrà a finire per noi lombardi, non so se tra un anno saremo qui ancora a raccontarcela e a ridere amaramente per le assurdità che ogni giorno ci passano davanti agli occhi, so solo che chi non ammette questa situazione esclusivamente per tifo politico non solo tradisce i suoi concittadini ma la sua stessa integrità morale di essere umano.
E mi dispiace più per costoro che per chi poteva essere salvato e ci ha lasciato la pelle.