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mercoledì 24 marzo 2021

UNA BRUTTA ARIA



Tra fatti di cronaca e pandemia, ultimamente si discute molto sul tema del diritto a respirare: un diritto che dovrebbe poter essere garantito a tutti, senza discriminazione alcuna. Eppure molti sembrano ignorare come anche e soprattutto l’inquinamento atmosferico stia mettendo sempre più a repentaglio questo nostro bisogno fondamentale. Si calcola che nel solo anno 2015 - ben prima del Covid quindi - più di 500 mila persone siano morte in Europa a causa delle conseguenze legate all’inquinamento da polveri sottili: lo stesso, sconvolgente numero totalizzato dalla guerra in Siria, a nove anni dal suo scoppio . Ora, con l’esplosione della pandemia, mentre si discute ancora se il particolato nell’aria possa essere realmente impiegato dal virus come vettore di trasmissione, si stanno, invece, moltiplicando gli studi sulla stretta relazione tra inquinamento atmosferico e diffusione del Covid-19, anche in relazione agli effetti nocivi che l’inquinamento ha sul sistema immunitario. E che aria tira in Lombardia? Se pensiamo per un attimo alla conformazione della Pianura Padana, stretta com’è tra le montagne, ci accorgiamo come non sia possibile un deflusso sufficiente di aria, per cui, specie nei mesi invernali, si presenta perennemente il famoso effetto stagnazione, con il conseguente innalzamento dei valori delle polveri sottili. E ciò lo si avverte non solo nelle città lombarde, soffocate ormai dal traffico e dai sistemi di riscaldamento, ma anche nell’Hinterland, in campagna, nelle valli dove, oltre all’impatto della mobilità, si aggiungono gli inceneritori, gli allevamenti intensivi e gli scarti della produzione agricola, i fertilizzanti, i fanghi per la concimazione, i fuochi illegali: fenomeni tutti che, oltre all’atmosfera, vanno ad impattare il suolo e l’acqua che beviamo. E cosa dire dei veleni delle fabbriche? Nel nostro territorio - altamente industrializzato - si rilasciano quotidianamente nell’aria diossine, monossidi, biossidi, particolato (PM 10 e PM 2,5), acidi, metalli pesanti, formaldeide, ozono, benzene, ammoniaca e altri pericolosi veleni che sono notoriamente cancerogeni e causano infinite malattie. Molti di noi registrano ricorrenti fastidi olfattivi, reazioni allergiche anche pesanti, problemi polmonari, malattie invalidanti riconducibili a condizioni ambientali pessime. Ci rendiamo conto che siamo tutti esposti a quest’aria avvelenata, anche quelli tra noi che sono più piccoli e più fragili? Siamo coscienti che i giardini in cui cerchiamo beneficio per la nostra salute e gli orti da cui non raramente ricaviamo il cibo sono esposti a condizioni ambientali così compromesse? Chi controlla realmente che i limiti imposti dalla legge (già piuttosto permissivi) siano effettivamente rispettati?
Vogliamo creare una rete di Associazioni ambientaliste e gruppi di cittadini sensibili alla questione della sostenibilità che, insieme, facciano pressione dal basso affinché il problema urgente e non più rimandabile del “diritto a respirare” in Lombardia, si traduca al più presto in politiche attive e fattive.
Ti invitiamo ad unirti a noi per un Webinar
sabato 27 marzo ore 15 al seguente indirizzo:
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