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domenica 6 giugno 2021

PANE E RESPIRO  



Caro Direttore,
rispondo all’articolo dello psicanalista Pozzi apparso su “Odissea” il 2 giugno 2021, per la parte iniziale inerente la citazione dell’altro psicanalista F. Fornari “la buona famiglia interna” cui affidava le sue speranze di  pacificazione sociale e istituzionale. Chi scrive non è uno del ramo e quindi possono sfuggirgli particolari che altri ritengono, invece, importanti. Lo scritto di Fornari mi ha direttamente interessato per il contesto che lui esamina nel libro Psicanalisi della guerra atomica in cui oggi ci troviamo.  Poche persone, in questi tempi possono decidere della vita e della morte di moltissimi, cosa mai potuta accadere nel passato, per la diversità delle armi in gioco. Armi terrestri create dall' uomo, non provenienti da altri Pianeti. Nella situazione in cui ci si trova, per cui nessuno si sente responsabile di questo, i governanti non avvertono i governati della loro situazione come, penso, moralmente dovrebbero, e questi ultimi continuano a lasciare agli altri, nei fatti, la libertà anche di morire, senza pensare che potrebbero riprendersi la loro violenza personale loro concessa. Sarebbe un atto d' amore nei confronti di chi si vuol bene, perché la vita possa continuare. Certo è un ritorno al soggetto in cui l’uomo, la donna, diventano Stato, quindi “etici” e non ucciderebbero all’esterno, come normalmente fanno all' interno, in cui la “legge” ti punisce se lo fai. Questa responsabilità della propria violenza non significa che tu diventi padrone della tua vita? È
scandaloso? La filosofia fino ad oggi non la propugnava, magari in altri modi, non diceva che dovevi andare in fondo a te stesso? Non ci sono scuole, monumenti, ricordi di personaggi che lo hanno tentato? Arrivi a capire che anche la morte fa parte della vita e la vita continua non solo in te, ma in tutta la natura che ti circonda con cui interagiamo, altri, altre, comprese. Ecco il Fornari che ho conosciuto è questo, con la sua pacificazione sociale e istituzionale, e sul piano personale, ha il mio immenso grazie. Saluti.
Giuseppe Bruzzone