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giovedì 12 agosto 2021

Lettera aperta al Ministro della Difesa Guerini


Hiroshima

Posso dirle che l'impianto generale del suo pensiero non è di questi tempi? Che parlare di potenziali confronti fra Stati, in tempi nucleari, nostri, di oggi, è quanto di più deleterio per tutti, amici e nemici?                                                   
[Da un articolo di Marco Ludovico su "Il Sole 24 ore"]
 
Le sembra naturale che possa avvenire una guerra tra due o più Stati, con il coinvolgimento, NON RICHIESTO, di altri Paesi? Perché questa è la realtà che si concretizzerebbe, per i fumi radioattivi e l' "inverno nucleare" susseguente. Fatti non certo sconosciuti ai vari stati maggiori, compreso il nostro. E allora perché farla, non si può parlare prima? E il rispetto per la vita altrui, compresa quella dei propri concittadini non conterebbe nulla, considerando che si potrebbe parlare molto chiaramente di milioni e milioni di morti, con moltissimi di loro spariti nel nulla per il calore e i venti in gioco? Questo principio di responsabilità, prima di tutto verso la propria cittadinanza, non si potrebbe esplicare, dicendo chiaramente che cos' è una guerra nucleare? Per i tempi in cui siamo, correrebbe l'obbligo di parlarne prima, perché "dopo", nel disastro delle cose e delle persone, sarebbe inutile. Abbiamo già pianto alla fine della Seconda guerra mondiale, senza accorgerci che gli Stati e i loro responsabili si stavano rubando i migliori tecnici nazisti, e che uno Stato utilizzava le proprie bombe atomiche, a guerra ormai finita, su Hiroshima e Nagasaki, per esibire la propria forza agli altri. Non abbiamo voluto capire che anche noi, i vincitori, abbiamo usato la stessa violenza degli sconfitti, quando, ad esempio abbiamo bombardato a tappeto diverse città tedesche senza pensare che, forse, non tutti i colpiti erano nazisti.
Ed eccoci all'oggi, con il nostro Paese che si riterrebbe contento di far parte dei "migliori" dimenticando che siamo su un Pianeta rotolante nello Spazio e che ne calpestiamo il terreno come tutti gli altri cittadini di altri Paesi, e che non c' è scritto in nessun luogo che ci siano migliori o peggiori, ma uomini e donne che, forse, vorrebbero impegnarsi al meglio, facendo in modo che i propri figli e nipoti possano decidere del loro destino, senza che qualcuno, con certe decisioni, possa impedirne questa eventualità. Circa il concetto di "Difesa da costo a valore" che dire di quanto avvenuto diversi anni fa a varie centinaia di persone che hanno subito danni pesanti per terremoti e alluvioni con morti e famiglie distrutte, che hanno visto solo adesso una gru in paese, per la sua ricostruzione (Amatrice)? E lo stesso non si dovrebbe dire per la questione Covid, dei nostri giorni? Lo Stato non dovrebbe preservare in vita i propri cittadini, dirottando anche fondi delle forze armate? (non si sta parlando del personale, ma delle armi anche costose in gioco). E non è forse vero che determinate spese che le riguardano, sono sotto altre voci di spesa, che non interessano quella globale?  Non sarebbe giusto pensare all'oggi, della vita delle persone e alla risoluzione dei loro problemi, affinché possano condurre quella di sempre?  L' Austria tempi addietro aveva ridotto le proprie spese militari, non risulta abbia subito attacchi "nemici".
Chi scrive è stato obiettore di coscienza negli anni 66/68, facendo riferimento proprio al periodo nucleare che stiamo vivendo ancora adesso, ritirando il proprio mandato dato a questo tipo di stato Volpe e Leone e credendo allo Stato-Uomo capace di obbedire alle leggi del Non Uccidere anche all' esterno di esso, nei rapporti con gli altri Stati. È il problema storico di oggi, diverso da tutti i precedenti. Ognuno dovrà fare certe scelte, ma nell' interesse generale, se si vuole che la Vita che ci siamo trovati a vivere, possa continuare. E se fosse un atto d' amore, dovremmo vergognarci? Personalmente no, se penso alle figliole e ai miei nipoti. Ben vengano certe prese di posizione di diverse forze, anche cattoliche ad alto livello, mai apparse in precedenza. L' Italia firmi e ratifichi il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari, già comunque valido perché ratificato da 50 Stati. Si tratterebbe di estenderlo anche ai Paesi nucleari che, chi più chi meno, non hanno voluto siglarlo nella fase di preparazione. È un compito politico che dovrebbe interessare anche i cittadini di quei Paesi, per tanti motivi.
Saluti signor Ministro, che non possono essere, che di Pace.
Giuseppe Bruzzone
Milano 3 agosto 2021