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mercoledì 15 settembre 2021

LONGO AFORISTA
di Gino Ruozzi

 
Negli aforismi di Nicolino Longo si intrecciano in modo profondo aforisma e poesia. Più propriamente direi che il tono prevalente mi sembra quello poetico; la cadenza del discorso è infatti soprattutto questa, resa con una brevità che la assimila quasi naturalmente al dettato aforistico.
Un altro aspetto significativo è che i versi aforistici di Longo tendono alla ricostruzione autobiografica. C’è un forte accento personale in ogni testo, un sottofondo storico che li attraversa e li illumina. Prima di essere possibili ipotesi di verità universali gli aforismi di Longo sono verità personali, verificate in un percorso di esperienza che infine si sintetizza fruttuosamente in parole di concentrata efficacia: quello che Niccolò Tommaseo chiamava il “grave aforismo”, frutto della fertile condensazione dell’esperienza. Si tratta pertanto di aforismi che portano più dentro che fuori, centripeti invece che centrifughi. Essi compongono una specie di autobiografia per frammenti, intensa, critica, costruttiva, che cresce su di sé e tende a un ritratto personale riassuntivo e ideale. La terza caratteristica è il taglio ironico con cui Longo anima spesso a sorpresa i testi e l’architettura generale della raccolta. Questa dimensione alleggerisce l’accento assertivo del volume, lo abbassa positivamente a un piano colloquiale e lo indirizza verso una gradevole inflessione epigrammatica. Ne risulta un quadro mosso e simpatico, di arguzia persuasiva e penetrante, in cui le tante tracce di vita assumono un convincente quanto spiritoso valore emblematico.
Gli aforismi di Longo si leggono con piacere, sono sottilmente pedagogici, disegnano un mondo di sagace bellezza.