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sabato 15 gennaio 2022

FONTI ENERGETICHE
di Angelo Baracca

 
Ci sono le buone, ma anche le cattive!
  
L'articolo di Romano Rinaldi ["Fabbisogno energetico e sviluppo tecnologico", Odissea domenica 9 gennaio] ha una impostazione che chiamerei dilatando il termine "ecumenismo energetico", più prosaicamente (ma con tutto il rispetto) confonde a mio avviso l'indubbio grano con l'innegabile loglio. Mi riferisco qui in particolare alle considerazioni sull'energia geotermica e sull'energia nucleare.
Della prima mi dichiaro apertamente non esperto, ma seguendo da anni le questioni energetiche/ambientali credo di poter dire che non tutto è rose e fiori, e vi sono non solo delle riserve, ma anche proteste popolari nella zona geotermica dell'Amiata per forti e preoccupanti inquinamenti dovuti alle centrali dell'Enel. Non essendo appunto un esperto in materia mi limito a segnalare alcuni riferimenti.
I primi risalgono non ad agitatori qualsiasi ma a denunce di Medicina Democratica, movimento di cui faccio parte fin dalla sua costituzione:
https://sosgeotermia.noblogs.org/tag/medicina-democratica/,
http://www.medicinademocraticalivorno.it/attachments/article/1068/libro%20geotermia%202%20parte%20da%20pag%20103%20a%20205%20fine.pdf
 
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Nonché, più ufficiale, l'Ars Toscana:
https://www.ars.toscana.it/files/aree_intervento/ambiente/geotermia/geotermia_e_salute/documenti/contributo_ARS_VIA_bagnore4.pdf.
Non discuto delle possibili potenzialità interessanti della geotermia, ma non tutto appunto è rose e fiori, anche le rose hanno le spine.
 
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Vengo, brevemente perché il discorso sarebbe molto lungo e complesso, al nucleare del quale mi occupo da più di 40 anni.
Com'è possibile affermare che «l’unico incidente che ha rappresentato un grave inconveniente negli ultimi 60 anni di esercizio di tutte le centrali nucleari nel mondo, è stato quello di Chernobyl»? Rimosso 1979 Three Mile Island? La versione ufficiale di assenza di conseguenze sanitarie è stata contestata da un'autorità come Sternglass
(https://www.nytimes.com/1981/03/21/us/report-doubts-infant-death-rise-from-three-mile-island-mishap.html), da J. Mangano (https://journals.sagepub.com/doi/pdf/10.2968/060005010).
E i ben 4 incidenti di Fukushima dimenticati?

 
Importante precisazione: la dinamica dell'incidente è stata innescata dal terremoto, vero e proprio incidente nucleare, lo tsunami è arrivato dopo 50 minuti a ha completato il disastro,
 
https://www.famigliacristiana.it/articolo/micci_110611115037.aspx
 
Windscale 1957 dimenticata? Certo era un centro di ricerca militare, e un reattore plutonigeno, ma la proliferazione nucleare è una realtà: India, Pakistan, Corea del Nord docent. L'elenco degli incidenti gavi potrebbe essere ben più lungo, basterebbe guardare Wikipedia: https://en.wikipedia.org/wiki/Nuclear_and_radiation_accidents_and_incidents.
Proseguiamo. Portare a modello il reattore nucleare di Olkiluoto-3 in Finlandia è davvero paradossale: ritardi inenarrabili dall'inizio il 2005, di ben 12 anni dal termine previsto del 2010, e costi per lo meno triplicati! La situazione non si presenta diversa per l'Epr in costruzione a Flamanville in Francia, da Wikipedia: «La fine dei lavori era prevista per il 2014, con un costo stimato di 5 miliardi di euro, successivamente il costo e le tempistiche di completamento sono notevolmente aumentate. Le ultime informazioni stimano l'avvio del reattore a fine 2022 (?), con un costo finale di 19,1 miliardi di euro»!
Ci sarebbe moltissimo altro da dire su tutti i complessi aspetti del ciclo nucleare, al di là del reattore, che ne fanno una tecnologia pericolosissima e in definitiva incompatibile con l'ambiente e la salute: dall'estrazione e la lavorazione dell'uranio, a residui radioattivi per centinaia di migliaia di anni che la nostra insipienza lascerà in eredità a innumerevoli generazioni a venire. Non è questa la sede, chi volesse una schematica discussione può vedere il mio: https://www.pressenza.com/it/2021/10/perche-no-allenergia-nucleare-alcune-note-schematiche/.