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lunedì 14 febbraio 2022

CRISI UCRAINA
Sarà guerra? La voce dei lettori



 
 
La posizione di Putin nell'opposizione alla Nato e sui confini con l'Ucraina ci riporta di colpo agli anni della "guerra fredda", non tanto per l'allora dura separazione (soprattutto ideologica) tra paesi europei usciti dalle ceneri del dopoguerra col Patto di Varsavia, quanto per la decisa volontà del leader russo attuale di rimuovere l'ostacolo rappresentato dal potere degli USA-
Alleanza Atlantica sul territorio europeo. "I paesi dell'est da satelliti sovietici sono divenuti satelliti degli USA, preferendo la Nato all'U. E" (Sergio Romano). È questa un'osservazione fondamentale che ci fa capire la posizione di Putin rivolta in maniera felpata alla ricostituzione della grandezza dell'ex Unione Sovietica (ma non della sua ideologia), ora rappresentata in parte dall'insieme dei luoghi filorussi sul territorio euro-mediorientale...
I "satelliti" passano da Unione Sovietica a simpatie per la Nato piuttosto che per l'U.E. È una palla al piede per Putin ma anche per il Parlamento italiano ed europeo con la costituzione del gruppo di Visegrad, ostile al ricordo staliniano. Ma gli Stati sono eredi-portatori di memorie e azioni tramandate nei decenni e oggi riproposte.
Vediamo Russia e USA: contrapposizione dei due mondi storicamente separati dalla guerra fredda, e da ideali opposti, oggi riaffiorati sul "nemico" storico. Vediamo Russia e Cina, paesi amici legati da ideologie conquistate e tramandate, modificate, ma con un fondo comune e la via a un particolare capitalismo... Il gas è oggi l'ago della bilancia. La Russia lo detiene e lo concede a mani larghe. L'Ucraina, porta d'accesso, non deve consentire l'ingresso della Nato alla frontiera con la Russia. Sarà una guerra? Scongiurata dalle mediazioni di Erdogan e Macron? 
La Nato, una modalità di intervento l'ha escogitata (ma in Ucraina c'è la spaccatura coi separatisti filorussi); una modalità furbesca l'ha trovata: la difesa del «diritto» dell'Ucraina di scegliersi i suoi alleati: in realtà sono soprattutto gli USA a spingere perché l’Ucraina entri nella Nato! Gli Stati UE si inchinano alla Nato una volta trovata la via, compreso l'aiuto alla Polonia.
Su tutto questo la Russia si barcamena assai bene. Sventa ogni minaccia di guerra, ma resta punto fermo il rifiuto della Nato alla sua frontiera, barriera insormontabile per la Russia di Putin, un mondo dominato dagli USA e le sue alleanze, oggi indebolite dall'insufficiente presidenza Biden.
In realtà è soprattutto l’occidente (il complesso Usa/Nato) a considerare la Russia e la Cina come nemici. La Cina in particolare non ha mai cercato di procurarsi delle colonie con la violenza a migliaia di chilometri di distanza delle sue frontiere.
Potrebbe scoppiare all'improvviso, dopo mesi di inviti alla Pace, la guerra tra popoli di diversi ideali e culture, ma appartenenti a due mondi storicamente «nemici». 
Antonia Sani


 
 
Il direttore di “la Repubblica” Maurizio Molinari scrive che Putin vuole ricostruire e allargare in Europa una zona di influenza russa, e all’uopo cita l’invasione della Georgia nel 2008, l’annessione della Crimea nel 2014, gli interventi di pacificazione tra gruppi etnici nel Nagorno-Karabagh, l’intervento in Siria nel 2015 a sostegno di Assad e in Libia nel 2017, infine quello in Kazakhstan nel gennaio 2022. Peccato che abbia dimenticato di scrivere che “l’ordine liberale” propugnato dagli Stati Uniti e dalla Nato sia consistito nel distruggere nel 2011 la Libia, poi in due riprese l’Iraq (con la pretesa che vi fossero armi di distruzione di massa), inoltre, nel 1980, nell’usare i jihadisti contro l’URSS e l’Afghanistan suo alleato, poi nel distruggere nel 2021 l’Afghanistan e per di più nel ridarlo ai Talebani. Giova pure rammentare l’autorizzazione da parte della Segretaria di Stato Hillary Clinton a impegnare contro la Siria migliaia di jihadisti, per far cadere il regime di Assad, cominciando così a produrre nel Medio Oriente milioni di profughi che l’Unione Europea continua a trattare come cani randagi.  E giova rammentare l’uso statunitense della popolazione e delle organizzazioni curde contro l’ISIS, salvo poi abbandonarle e riconsegnarle agli attacchi della Turchia e della sua alleata ISIS. Non che io abbia simpatia per Putin, disposto anche lui a vendere la pelle dei curdi, pur di ingraziarsi il macellaio Erdogan, né mai dimenticherò il regalo a Erdogan dell’occupazione turca del Cantone curdo di Afrin. In articoli molto chiari, Alberto Negri sul quotidiano “il Manifesto” scrive giustamente che l’atlantismo è nudo.
Silvana Barbieri
 
 

  
Possibile si sia arrivati a questi punti, per cui certe scelte condizionano ormai la vita di tutti? È possibile e decisamente reale, da non dimenticarlo, se magari per un qualsiasi motivo, si trovi anche la "quadra", perché non scoppi una guerra nucleare e mondiale, stante le dichiarazioni di Capi di Stato. Vogliamo capirlo che una delega della gestione della propria vita ad altri, in questo periodo storico, è controproducente in tutti i sensi? Bello spettacolo questo movimento di truppe, navi, armamenti vari anche nucleari, aerei anche in grado di portare questo tipo di armi, da altre parti del mondo! Tutto gratis anche per noi cittadini e un notevole aiuto alla risoluzione dei problemi climatici! E che cosa sono le pandemie, i problemi sociali di un'economia che continua solo a guardare il profitto, stesso specchio del "confronto" tra Stati, non considerando il valore delle persone e che, come accadeva e accade, sono ancora solo numeri?
Vogliamo svegliarci e far si che queste deleghe siano il meno possibile estese? E sappiamo che anche qualche nostro reparto militare, durante la Seconda guerra mondiale, non è stato "benevolo" con gli ucraini? Che se vogliamo la loro salvezza e indirettamente anche la nostra, non devono esserci guerre per i problemi geo-politici creati da uno Stato che, unico al mondo, ha più di 800 basi militari sparse ovunque, Italia compresa?
Giuseppe Bruzzone