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sabato 12 febbraio 2022

LAVORO E CARNEFICINA

 
La ricerca del massimo profitto, i carichi di lavoro, l’0missione dei controlli, stanno producendo un vero e proprio massacro fra quanti con il loro lavoro permettono all’intera nazione di stare in piedi.   
 
Sesto San Giovanni. Di lavoro si continua a morire. Ieri a Milano un operaio è morto e un altro è in gravissime condizioni. I due operai sono precipitati in un vano ascensore a piazzale Loreto da un’altezza di circa 20 metri mentre montando un ascensore. L’operaio di 55 anni è morto sul colpo mentre il collega di 26 è stato trasferito all’ospedale. Lo sfruttamento intensivo dei lavoratori, la mancanza di dispositivi individuali e collettivi, il disprezzo della vita dei lavoratori richiede una risposta immediata da parte del movimento operaio considerato dai padroni solo carne da macello.  
Per usufruire del Superbonus al 110 per cento (riqualificazione energetica e rischio sismico) e rispettare le scadenze richieste dalla normativa fiscale i padroni degli appalti e subappalti e cooperative, hanno imposti ritmi e condizioni di lavoro sempre più pericolosi. Dall’inizio del 2022 sono già 4 i morti nel milanese nel settore edile.
Siamo stufi anche delle lacrime di coccodrillo, delle chiacchiere di circostanza degli assassini, del governo, e sindacati complici di questa mattanza operaia.
Siamo stufi di sentire La presidente di Assimpredil-Ance, l’Associazione delle imprese edili di Milano, Lodi, Monza e Brianza, Regina De Albertis, affermare dopo l’ennesimo omicidio di lavoratori : “ Siamo costernati per questo ennesimo infortunio”, “episodi del genere non devono più accadere”, mentre ormai sono la “normalità”e altre frasi di circostanza.
Siamo stufi di sentire i sindacati del settore Fillea-Cgil, Filca-Cils e Feneal-Uil, spesso complici di questi assassini, lamentarsi e chiedere nuove leggi senza mobilitare tutti i lavoratori in uno sciopero generale contro il governo e padroni, contro i morti del profitto e manifestazioni contro le sedi degli industriali assassini. Siamo stufi di vedere sindacati di base che si considerano conflittuali ignorare il problema delle morti sul lavoro che colpiscono la classe lavoratrice. È arrivato il momento di alzare forte la nostra voce contro i morti del profitto e scendere in piazza con scioperi e presidi davanti alle sedi di rappresentanza dei responsabili degli assassini, senza delegare alle istituzioni e sindacati complici della mattanza operaia la difesa della nostra salute e sicurezza.
 
Comitato per la Difesa della Salute
nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio