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domenica 20 febbraio 2022

Libri
I RACCONTI DI MAROCCO
di Maurizio Cucchi


Mariella Cerutti Marocco
 

Con Il dono inatteso (Sem, Società editrice milanese, pagg. 120, € 16,00) Mariella Cerutti Marocco si ripropone, dopo tre raccolte di versi e un romanzo editi da Mondadori, con un volume di racconti intervallati da un capitolo di testi poetici. L’autrice presiede il Premio internazionale Cetonaverde Poesia, da lei fondato nel 2005, che oltre a conferire, con cadenza biennale, un prestigioso riconoscimento a illustri poeti italiani e stranieri dedica grande attenzione e premia giovani poeti. Qui pubblichiamo la postfazione di Maurizio Cucchi a Il dono inatteso.


 
Dopo il romanzo Fratelli allo specchio, che nel 2018 aveva significato un suo felice esordio nella prosa narrativa, Mariella Cerutti Marocco amplia, ulteriormente, il campo della sua scrittura con questa raccolta organica di racconti interpolati da un capitolo di rapidi e incisivi passaggi in versi, la cui tensione poetica viene a sottolineare la natura e il carattere sottilmente lirico delle stesse narrazioni che compongono questo nuovo libro. Il dono inatteso, dunque, conferma e insieme crea una sensibile apertura, nella forma e nelle direzioni tematiche, del lavoro letterario dell’autrice, la cui personalità si esprime nella delicatezza degli accenti, nella sottigliezza dei sentimenti, che i testi siano in versi oppure in prosa. In questa nuova opera si incontrano diversi personaggi femminili e maschili, luoghi e situazioni varie, con una sorprendente presenza in molte pagine: quella di una realtà esotica (già evidente dai titoli) di luoghi e paesaggi capaci di introdurre un lieve, suggestivo tratto di mistero o di ignoto in cui le vicende vengono a svolgersi, a maturare. I contesti sociali sono in prevalenza di livello elevato, ma non mancano spostamenti e sorprese in altri e più umili territori. Un tema rilevante è certo poi quello dell’amore, trattato in vari aspetti e circostanze, anche in alcuni strappi inquieti o dolorosi. Ulteriore specificità rilevante, che possiamo poi trovare in questi racconti di Mariella Cerutti Marocco, è nel sopraggiungere di elementi che turbano, e anche in profondo, un lineare svolgersi dei fatti, increspando fortemente la tessitura delle vicende e dei destini, come tanto spesso è davvero nella nostra umana realtà. C’è poi un’alternanza di ritmi e misure nei nove racconti di questo libro. Infatti si passa da testi che potremmo considerare, pur nel loro andamento decisamente narrativo, dei poemetti in prosa, a soluzioni di maggiore ampiezza e respiro. E tutto questo conferisce all’insieme una molto interessante varietà di strutture interne e di colori. Un ulteriore impulso viene dall’inserto poetico, del resto già in qualche modo annunciato da una citazione di Umberto Saba (e un’altra ci porterà a Mario Luzi), perfettamente in linea con i toni e la pronuncia dei racconti. In entrambi i casi, in prosa e in versi, domina una grazia elegante, che già avevamo bene incontrato e apprezzato nei precedenti libri dell’autrice, nelle raccolte poetiche e nel romanzo. I versi qui proposti come intermezzo lirico vanno dalla più netta sintesi epigrammatica a soluzioni solo un poco più articolate, ma sempre in un’efficace, controllata economia della parola, pur con alcuni scorci narrativi. Qui rientriamo nel progetto d’assieme e nel suo valore, che è proprio quello di un organismo complesso, retto sulla possibilità, realizzata con sicura coerenza, di una scrittura che si concretizza, come si è visto, tra narrazione lirica e frammento poetico. E dove l’energia del dettato si impone nella naturale e limpida scioltezza pregevole del suo procedere, pur nei turbamenti dell’esserci e nelle frequenti scosse degli imprevisti.