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venerdì 25 febbraio 2022

SPIGOLATURE
di Angelo Gaccione

Milano. Quel che resta di una fontana
 
La fontana di via Corridoni.
 
Giorni fa riflettevo su un dato inquietante: tutti i bipedi che si sono distinti (e si distingueranno) per efferata ferocia e ogni sorta di comportamento nocivo nei confronti di altri esseri umani e della società, sono stati bambini. Con la definizione di bambini intendo, ovviamente, ambedue i sessi. Bambini alla cui vista ci sentiamo felici e diventiamo teneri, protettivi, prestando loro la massima attenzione. Esserini indifesi a cui nonni e genitori rimboccano amorevolmente le coperte, e per i quali sono disposti a mille sacrifici. Soprattutto ai giorni nostri in cui ci si rivolge loro con i più delicati vezzeggiativi. Amore e tesoro sono i più diffusi e sono entrati come un’abitudine, un intercalare, nel lessico delle giovani coppie e anche dei nonni. Niente a che vedere con le generazioni nostre o quelle dei nostri padri; a quell’epoca tutto questo “miele” era assente e ne siamo stati privati.
Sono stati bambini anche i teppisti che si sono divertiti a sfregiare la fontana di via Corridoni, quella di fronte al Liceo Scientifico “Leonardo Da Vinci” a due passi dal Conservatorio “Giuseppe Verdi” e da Santa Maria della Passione nella cui Sala Capitolare si trovano i preziosi affreschi del Bergognone e in uno degli altari quella magnifica Ultima Cena di Gaudenzio Ferrari. Sono stati bambini anche i loro genitori che non li avevano di certo educati a diventare vandali, e lo sono stati gli indifferenti abitanti di queste vie centrali e lussuose, che non se ne sono minimamente preoccupati. O forse qualcuno di loro invece sì, e lo ha segnalato agli amministratori comunali della Giunta del Signor Sindaco Giuseppe Sala detto Beppe, mostrando senso civico e attaccamento al bene collettivo, ma davanti allo scempio il Comune e i suoi reggitori non si sono scomposti né battuto ciglio, e hanno lasciato la fontana nella vergognosa condizione di sporcizia e di degrado in cui versa. Magari è successo come è accaduto a me che ho segnalato invano con una telefonata alla dottoressa Antonella Dell’Acqua, responsabile della segreteria del sindaco Sala, lo stato di disordine e di insopportabile illegalità del mercato rionale che si svolge al venerdì tra le vie Piacenza, Crema e Giulio Romano. La dottoressa è stata gentilissima e mi ha suggerito la e-mail a cui inviare la segnalazione. In verità di e-mail ne ho mandato qualcuna in più: oltre al sindaco ho inviato al vicesindaco Scavuzzo e agli assessori Censi e Grandi. Risultato? Il silenzio più assoluto. E i venerdì successivi si è ripetuto il disordine e l’illegalità che dura da anni, sotto gli occhi di una nutrita pattuglia di Vigli che “non vigilano”. Per cui gli anziani e le mamme con le carrozzine hanno continuato a procedere in mezzo alla strada perché i marciapiedi li occupano abusivamente i furgoni degli ambulanti, le strisce pedonali come d’abitudine vengono sommerse di mezzi di ogni tipo e le vie impraticabili. Più di un residente si è chiesto se dovesse verificarsi un’urgenza che cosa accadrebbe alle ambulanze o a un mezzo dei Vigili del Fuoco. La gente del quartiere è disillusa e io non voglio rassegnarmi a dare ragione a chi sostiene che bisognerebbe ricorrere a metodi duri per farsi ascoltare. Di sicuro devo dare ragione allo scrittore Pitigrilli quando sostiene che purtroppo il difetto dei bambini è che crescendo diventano uomini. E anche donne, aggiungo io; e sindaci, e assessori, e amministratori.