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lunedì 21 marzo 2022

GUERRA E MAMME
di Angelo Gaccione



L
a guerra trova i suoi sostenitori perché ne parliamo in astratto e mai dal punto di vista delle vittime. Io sono arciconvinto che se gli inviati di guerra andassero ad intervistare le famiglie ammassate nelle cantine al buio come topi, nei bunker di fortuna, nelle metropolitane al freddo; a chiedere ai bambini terrorizzati, agli anziani e agli invalidi che non possono fuggire, ai malati che non sanno dove andare, a tutti coloro che hanno visto le case devastate dalle bombe e ridotte in macerie, che hanno perso tutto, ricordi compresi, si sentirebbero rispondere che la guerra è la peggiore delle calamità che possa capitare al genere umano. Che andrebbe fermata subito, che Putin che li sta massacrando, e Zelenski che al massacro li ha condotti, e Biden e la Nato e i governi e quanti mandano armi e soffiano sul fuoco, per loro non fa alcuna differenza. Che loro guardano in faccia la morte ogni giorno, e dei nostri dibattiti di accademia non sanno che farsene. E che avrebbero preferito una pace ingiusta ad una guerra giusta. Ed invece a parlare sono gli opinionisti dai salotti televisivi, dalle loro comode e confortevoli dimore a disquisire sulla pelle degli altri. Sono altrettanto arcisicuro che se improvvisamente un missile cadesse sul tetto delle case di costoro e le devastasse, se vedessero il terrore con i propri occhi, se sentissero i boati annichilenti come gli ucraini, cambierebbero subito idea e chiederebbero un immediato cessate il fuoco. E se ascoltassero le mamme dei soldati russi o quelle dei giovanissimi ucraini che il governo ha forzatamente trattenuti in patria per mandarli scientemente al macello, si sentirebbero dire la stessa cosa: maledetta sia sempre la guerra e chi la provoca. Scoprirebbero che i loro cuori sono colmi dello stesso dolore per la sorte dei loro figli, che trepidano di giorno e di notte e in sogno vedono le bare che li riporta a casa. O forse neppure questo, perché i loro corpi sono talmente mal ridotti da non poterli neppure identificare. E sfregerebbero con le loro mani, anche di questo sono arcisicuro, i volti dei guerrafondai che ovunque sono simili.