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sabato 26 marzo 2022

LA LOTTA NONVIOLENTA  

 
Caro Angelo,
credo che tu abbia ragione sulla questione della nonviolenza e dell'uso delle armi nella nostra epoca. Pochi riflettono attentamente sul fatto che l'impiego delle armi nel nostro tempo, per la potenza della tecnologia bellica odierna, non può che avere esiti catastrofici per chiunque, fino al pericolo estremo della distruzione di tutte le forme di vita sulla Terra. Altrettanto pochi riflettono sul fatto che la nonviolenza, così come è stata pensata da Gandhi, Capitini, Milani, Pontara e altri ancora, non significa affatto arrendevolezza e passività, obbedienza cieca e sottomissione, ma, al contrario, è una forma di lotta, una lotta che non comporta lo spargimento di sangue e la morte di nessuno (né la distruzione di case, ospedali, scuole, teatri, etc.) e che affronta il conflitto cercando di restare umani e di considerare tutte le ragioni, anche parziali, delle parti in causa. Certo, è una scelta rischiosa, come tutte le scelte, del resto, perché fa appello alla razionalità e ai sentimenti delle persone. Non tutti, però, fanno un buon uso della ragione e dei sentimenti. Ma soprattutto occorre prendere atto - e lo scrivo con grande amarezza - che le opinioni prevalenti considerano solo un aut-aut, che è falso: o la resa passiva e vile oppure la lotta armata e il ricorso più sfrenato alla guerra e alla violenza. Bisogna prendere atto del fatto che la lotta nonviolenta, con tutti i suoi pregi e i suoi rischi, è presa sul serio ed è assunta nella sua verità e possibilità soltanto da pochi, da una minoranza ininfluente che non riesce ad affermarsi e nemmeno a suscitare un serio dibattito pubblico. Siamo messi così ed è tristissimo, avvilente e pericolosissimo.
Franco Toscani (saggista)