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sabato 19 marzo 2022

POETI E GUERRA

 
Filippo Ravizza e Angelo Gaccione in dialogo.
 
Ravizza. C’è una cosa molto importante: è continuare a provare dolore davanti alle bombe che cadono sulle città, davanti ai missili che cadono nelle strade delle città. Continuare a provare dolore vedendo i morti in televisione e sui giornali. Se continuiamo a provare dolore, vuol dire che siamo rimasti umani. E non è poco, in questo terribile marzo dell’anno 2022.
 
Gaccione. E indignazione verso Stati e Governi che fanno le guerre massacrando la gente mentre loro e le loro famiglie se ne stanno al sicuro. E la Legge che la guerra legittima in maniera immorale. Dobbiamo sempre usare il soggetto, altrimenti la gente pensa che il dolore nasca da sé. Ci sono i responsabili ed hanno un nome: Putin, Biden, Zelenski, i costruttori di morte, i mercanti di armi, gli speculatori, i generali, gli eserciti, le alleanze militari, le Cancellerie, i responsabili dei partiti, ecc.
 
Ravizza. Il dolore nasce dal vedere la morte, dall’immedesimazione, dal dire quella bambina poteva essere mia figlia, quel soldato poteva essere mio figlio. Il soggetto l’ho detto e ridetto, ormai non mi interessa più. Tra invasore e invaso il soggetto è l’invasore, tra chi tira le bombe e chi le bombe se le prende in testa, il soggetto è chi tira le bombe. L’ho detto, l’ho scritto anche su “Odissea”, se vai a rileggerti i miei interventi lo trovi nero su bianco. Io voglio uscire dalla disumanizzazione delle ideologie ora. Provo dolore anche se vedo il cadavere di un soldato russo. Io voglio restare umano.
 
Gaccione. I soggetti sono tanti. I nemici dei popoli sono le classi dirigenti al potere che li aizzano, non altri disperati. Dovrebbero ammutinarsi, disertare, rivolgere le armi contro i loro comandanti, i loro ministri della guerra, questi sono i carnefici. Rifiutarsi di arruolarsi in un esercito. Gli eserciti fanno le guerre, le armi fanno le guerre. O si capisce questo o non c’è via d’uscita. Dovrebbero gettare i fucili e togliersi le divise, fare causa comune con i soldati ucraini, arrestare i loro comandanti. Mai dovrebbero arruolarsi in un esercito, perché da sempre gli eserciti uccidono al comando dei Governi e degli Stati per i loro sporchi interessi. Un po’ di sano antimilitarismo farebbe bene a tutti.
 
Ravizza. Quello che scrivi è in astratto molto giusto e molto bello. Se in tutto il mondo e in contemporanea si sciogliessero tutti gli eserciti (e tutti gli Stati) forse, e sottolineo forse, non ci sarebbero più guerre, nessuno invaderebbe nessuno. Basterebbero forse corpi tipo Vigili Urbani per dirimere il traffico e contrastare la delinquenza comune.
 
Gaccione. Deve cominciare qualcuno. Il disarmo generale non avverrà mai simultaneamente. Il Patto di Varsavia è stato sciolto dai russi unilateralmente. Il Costa Rica ha sciolto l’esercito unilateralmente. Le famiglie della ’drangheta che non hanno voluto più spargimento di sangue hanno rinunciato a vendicarsi unilateralmente e le faide sono finite. Mi auguro che sia la mia Patria a dare questo esempio luminoso al mondo. La nazione con la tradizione culturale più profonda e vasta e dalle mille bellezze. 
Se questo passo verso il disarmo lo facesse l’Italia, avrebbe un impatto straordinario e altri Paesi ci seguirebbero. La perversa catena della guerra si spezzerebbe.