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lunedì 23 maggio 2022

AMBIENTE E GUERRAFONDAI

 
Firenze, Idra al ministro Guerini: cosa c’entrano le nuove basi militari col PNRR? Anomalie in Toscana, segnala Idra, anche sui progetti TAV. Vietata dalla questura l’iniziativa di ‘dialogo itinerante’ proposta venerdì scorso in occasione della presenza del ministro in piazza Stazione.
 
Ci sono volute le tante contestazioni dei cittadini, e le rimostranze (più o meno credibili) delle amministrazioni locali, per spingere il Governo a ricredersi (in parte) sul progetto di nuova base militare a Pisa, nella tenuta protetta di San Rossore. Il 12 maggio il ministro ha incontrato a Roma il sindaco del Comune di Pisa, Michele Conti, chiamato a ospitare la nuova pesante infrastruttura in area Coltano, e il presidente della Giunta regionale della Toscana Eugenio Giani. “Nel corso della riunione, dopo un cordiale confronto, è stato deciso - recita il comunicato della Regione Toscana - che verrà emanato un decreto ministeriale che istituisce un tavolo operativo composto da task force immobili del Ministero della Difesa, Regione Toscana, Provincia di Pisa, Comune di Pisa, Ente Parco San Rossore, Migliarino Massaciuccoli e comando dell’arma dei Carabinieri”. Si parla adesso di individuare ipotesi alternative al centro polifunzionale di 70 ettari, riallocando sul territorio le funzioni dei vari reparti dei Carabinieri, ma al di fuori del Parco, a eccezione del Borgo di Coltano che potrà essere inserito nel progetto attraverso rigenerazione urbana degli immobili di proprietà pubblica.
Lei ritiene che sia stato saggio e corretto utilizzare lo strumento del DPCM per un intervento che avrebbe dovuto prevedere il coinvolgimento delle popolazioni e delle istituzioni interessate, le quali hanno lamentato invece di esserne state tenute  all’oscuro?”, chiede Idra al ministro della Difesa nella lettera aperta consegnata alla cittadinanza venerdì scorso, nella giornata dell’annunciata visita per l’inaugurazione della nuova sede dei Carabinieri in piazza Stazione a Firenze. A giudicare dalla ricostruzione che di questa bizzarra vicenda ha fatto il gruppo consiliare di Pisa “Diritti in Comune”, diverse stranezze avrebbero accompagnato il percorso del progetto. “Qualora risulti che le Amministrazioni locali e periferiche dello Stato siano state interpellate e non abbiano provveduto a esprimere i pareri eventualmente richiesti - aggiunge quindi Idra - è possibile sapere se esiste un'adeguata documentazione al riguardo, ed eventualmente avervi accesso?”.
C’è poi un apparente grave vulnus formale nel procedimento adottato dal Governo, secondo l’associazione fiorentina. “Nel testo del Decreto - scrive a Guerini il presidente dell’associazione - leggiamo un riferimento alla «Governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza”. Apprendiamo tuttavia dal Commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni che “ci sono alcune cose che con il Pnrr non si possono fare: non si possono fare spese sulla difesa”. Ci domandiamo perciò di quale grado di legittimità possa godere il DPCM in questione, laddove esso prevede di utilizzare “le misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure”, come leggiamo nel testo, quando tali misure sono state varate in funzione di un Piano, il PNRR appunto, cui è estraneo il tipo di intervento decretato nell’area di Coltano”.
Insomma, un bel pasticcio, che spinge gli ecologisti fiorentini a chiedere al ministro: “Condivide con noi la sensazione che l’immagine del Governo non esca particolarmente rafforzata dalla necessaria retromarcia cui assistiamo?”.
Infine, un richiamo alle regole della tanto invocata Europa anche su altri fronti della spesa pubblica. “Sull’utilizzazione dello strumento del PNRR si ravvisano altre apparenti anomalie, in Toscana. Ad esempio, il presidente della Giunta regionale della Toscana Eugenio Giani e il sindaco del Comune di Firenze Dario Nardella vantano l’accesso a quei fondi per opere che nessuna prospettiva di realizzabilità presentano entro il 2026: è il caso delle infrastrutture di collegamento fra l’attuale stazione centrale di Firenze di Santa Maria Novella e l’ipotetica costruenda stazione Circondaria per l’Alta Velocità. Lei non crede che si evidenzi una qualche confusione, presso gli apparati amministrativi centrali e locali, nell’interpretare le normative comunitarie, e una carenza di senso della responsabilità nell’atteggiamento di quanti si avventurano in tali annunci? E che convenga dunque raccordarsi meglio con la tanto invocata Europa al riguardo, in particolare col Commissario all’economia?”.


 
NB
Alla richiesta, inoltrata martedì 17 maggio da Idra, di riproporre venerdì 20 in piazza Stazione una iniziativa di ‘dialogo itinerante’, il questore di Firenze Maurizio Auriemma ha opposto la prescrizione che l’attività si svolgesse dalle ore 13 in poi. L’associazione ha obbedito ma non condivide: la distribuzione alla cittadinanza della lettera aperta al ministro si è svolta quindi dinanzi all’ingresso della caserma dalle 13 alle 15. Perché mai - ci si domanda tuttavia - dobbiamo assistere allo spettacolo di autorità che ritengono di dover vivere in una bolla di lontananza dalla realtà? Che male fa alle più alte cariche dello Stato un atto di testimonianza civile, pacifica, nonviolenta come il ‘dialogo itinerante’ che da mesi si pratica amichevolmente nelle strade di Fire.