Pagine

lunedì 28 novembre 2022

PAPI E L’ANPI
di Roberto Cenati*
 

Papi con Giorgio Bocca durante un dibattito
sulla Resistenza

Fulvio Papi, nato a Trieste il 16 agosto 1930, ci ha lasciato la sera di domenica 20 novembre. Professore emerito di Filosofia teoretica all’Università di Pavia, ha insegnato in quell'ateneo per 35 anni. La notizia mi ha profondamente addolorato. Con Fulvio perdiamo un protagonista della vita culturale del nostro Paese, un riferimento indispensabile per tutti noi. Politicamente attivo nella corrente lombardiana del PSI, segue un percorso che lo vedrà assumere la vice-direzione dell’Avanti! Nel 1963 si dedica all’insegnamento universitario che lascerà solo nel 2000. Presidente Onorario della Casa della Cultura, è insignito del titolo di Professore Emerito dall’Università di Pavia e dell’Ambrogino d’oro quale cittadino benemerito della Città di Milano. Ho avuto il privilegio di conoscere Fulvio. Un paio di anni fa Fulvio ha chiesto l’iscrizione all’Anpi con una lettera che conserverò sempre tra i miei documenti più preziosi. Nella lettera, avente come oggetto “Domanda di iscrizione all’Anpi”, Fulvio scrive: “Nel periodo 1942-45 ero studente presso il collegio Rosmini di Stresa, appartenevo a una famiglia di tradizione antifascista, politicamente socialista. Ho fiancheggiato idealmente (data l’età) la formazione partigiana 7a Brigata Stefanoni che dal marzo 1944 si andava costituendo nella zona tra Signese e il Mottarone. Il suo ultimo comandante fu lo studente di Medicina Renato Boeri, poi celebre neurologo, che dal dopoguerra divenne un amico carissimo che ho seguito sino all’ultimo giorno e commemorato come direttore dell’Istituto Besta. Divenni anche amico fraterno di Aldo Aniasi, allora comandante Iso. Iso, con grande generosità, mi associava alle riunioni partigiane che un tempo si tenevano in occasione del premio Omegna”. La lettera si conclude così: “Una comprensibile ragione di pudore dato che Fulvio, giovanissimo, non aveva partecipato alla Resistenza – mi consigliava di non chiedere l’iscrizione all’Anpi. Ma ora il tempo è troppo breve”. Non avevo perso un minuto di tempo, dopo avere ricevuto la lettera di Papi. Mi ero subito precipitato nella sua abitazione e da allora sono iniziati, in modo costante, colloqui e incontri, per me estremamente importanti e formativi. Ho incontrato Fulvio il 22 luglio scorso. In quell’occasione Fulvio mi ha raccontato degli anni dell’occupazione nazifascista a Stresa e di avere avuto più paura delle Brigate nere fasciste che degli stessi tedeschi. Ci eravamo sentiti qualche giorno fa. In quell’occasione Fulvio mi aveva espresso, come sempre, con grande lucidità e chiarezza, le sue preoccupazioni per l’escalation del conflitto in Ucraina e per il minacciato ricorso all’uso di armi nucleari, che segnerebbero la distruzione della vita sul nostro pianeta. Ai familiari esprimo anche a nome dell’Anpi Provinciale di Milano commossa e affettuosa vicinanza.
 
*Presidente Anpi Provinciale di Milano