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domenica 4 dicembre 2022

RICORDO DI FULVIO PAPI E STRESA 

Papi con Gaccione ed Esposito
a Stresa al "Gigi Bar" luglio 2012
  
Sono trascorsi pochi giorni dalla scomparsa dell’amico Fulvio Papi e lo voglio ricordare con grande affetto e commozione sia elencando i ricordi difficili che la vita di tutti i giorni ci regala, sia i momenti di grande allegria sul lungolago di Stresa come vecchi compagni di viaggio che con il suo talento e la sua intelligenza sapeva trovare la migliore via d’uscita sia che si discutesse di letteratura, filosofia, politica o attualità. Oggi a pochi giorni dalla scomparsa non posso e soprattutto non voglio dimenticarmi del suo sorriso gentile, delle sue battute allegre tra i tavoli del Caffè-Gigi di Stresa quasi sempre in compagnia dell’amico Angelo Gaccione. Tutto questo per dimostrare la sua affabilità con cui stava in compagnia degli amici, di amici che si rispettavano e si volevano bene, si vogliono bene, amici non solo di Milano ma di tutto il Lago Maggiore. Momenti in cui ognuno parlava dei suoi momenti difficili, dei timori e delle speranze e trovava conforto e condivisione. In questo mio breve ricordo non posso dimenticare il Fulvio Papi professore di filosofia teoretica, che lascia un grande vuoto nella comunità accademica e culturale italiana.
Mi raccontava del grande Antonio Banfi e del nostro grande Clemente Rebora, senza dimenticare il suo innato interesse per la politica. Del suo importante elenco di opere filosofiche che hanno influenzato molti giovani studiosi e che hanno potuto scoprire l’antropologia del suo pensiero. Voglio chiudere questo mio breve ricordo sottolineando la sua ammirazione per l’opera di Rosmini e dei padri Rosminiani, in modo particolare per padre Umberto Muratore, e il suo immenso amore per il nostro Clemente Rebora. Ammirazione che mi trasmetteva con aneddoti personali perché era stato uno dei pochi, data la sua età, ad aver frequentato e conosciuto Rebora vivo. Difatti quando lesse il mio libro di poesie Il vento sul muro la poesia che ricordava a memoria e mi recitava nei nostri incontri era: “Reboriana”: Ricordo l’urlo del battello all’attracco di Stresa| un sabato di ottobre. Se mai ti riesce a ricordare| queste giornate cercale nei versi del poeta Rebora|o nascoste tra le nebbie di lago.
Oggi, ma soprattutto la prossima estate di Stresa, ci mancherà sempre di più l’amico Fulvio Papi, ci mancherà la sua gentilezza e quel suo sorriso magico.
Franco Esposito - Dir. Microprovincia - Stresa