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venerdì 19 maggio 2023

IL LATO OSCURO DEL POTERE
di Luigi Mazzella

 
Servizi segreti e criminalità organizzata.
 
L
a “criminalità organizzata” odierna è qualcosa di profondamente diverso dall’“Onorata Società”, sorta segretamente a Palermo come risposta popolare alla protezione offerta ai ricchi dalla “massoneria”. Le originarie richieste di difesa che erano ritenute necessarie per spingere i “picciotti” a occupare il rango più basso delle cosche mafiose hanno ceduto il passo, nella società contemporanea, a ben altro. I criminali organizzati hanno scoperto il lucro che può loro derivare da escavazioni abusive, dal saccheggio di beni archeologici, dal traffico illegale dei rifiuti, di animali esotici e di galli da combattimento, dall’abusivismo edilizio. La trasformazione più profonda della Mafia si è avuta, però, quando il Messico, la Colombia, il Venezuela e, in misura minore, altri Paesi sudamericani hanno iniziato a produrre sempre di più papaveri da oppio per rispondere alla domanda di eroina proveniente dagli Stati Uniti d’America. In tale contesto, secondo quanto denunciato da scrittori, giornalisti, sceneggiatori, registi cinematografici e televisivi la CIA avrebbe stretto rapporti con i trafficanti di droghe varie, assumendo in qualche modo la direzione di tutte le operazioni svolte nel mondo occidentale dalla criminalità organizzata e ricavandone enormi profitti per autofinanziarsi. In altre parole, la partecipazione della criminalità organizzata sarebbe divenuta “mercenaria” (come quella dei battaglioni neo nazisti Azov e Wagner) costituendo di fatto, una milizia a servizio di interessi cosiddetti “superiori”, ufficialmente ignoti ma ricollegabili a chi nella società occidentale detiene le vere chiavi del Potere: gli agenti dello Stato profondo espressi, con suggerimenti cogenti alle autorità pubbliche, dalle lobbies finanziarie. L’omertà delle origini è stata sostituita dalla consueta segretezza delle azioni di tutte le società occulte e clandestine. In conclusione per le azioni di cosiddetta “intelligence” che non consistono in azioni individuali ma richiedono interventi più cospicui di presenze, come i fatti di terrorismo, gli attentati, le cosiddette strategie della tensione è la criminalità organizzata a offrire ormai i suoi servigi. Quando si sospetta, dunque, la presenza di delinquenti organizzati come responsabili di eventi delittuosi, le “motivazioni” del loro operato dovrebbero razionalmente ricercarsi sempre e solo nei vertici dei Deep State dei Paesi più coinvolti e sedicenti “garanti” del mantenimento di un certo “ordine” internazionale. E ciò anche perché solo essi possono garantire l’impunità dei delitti in attentati terroristici commessi in uno Stato. Non v’è dubbio, infatti, che per non incorrere in errori, processi ineccepibilmente eseguiti devono essere celebrati per garantire condanne esemplari dei responsabili per tenere tranquilla l’opinione pubblica; salvo poi intervenire per garantire l’impunità dei colpevoli o con la fuga agevolata in altri Stati e/o con il divieto sotterraneo a questi ultimi, imposto di concedere l’estradizione. La delinquenza gestita dai servizi d’intelligence, civili e militari (talvolta anche nei confronti delle stesse Autorità pubbliche) è una novità di cui è impossibile non tenere conto nelle indagini da chiunque le conduca sia sul piano concreto e operativo sia su quello intellettuale e razionale. E ciò senza dire che l’infiltrazione di agenti segreti non risparmia di certo neppure l’ordine dei magistrati, requirenti e giudicanti. È vero il detto di Jorge Luis Borges, secondo cui, alla fine delle vicende giudiziarie, si ritiene “verità storica” ciò che in effetti non è conforme alla realtà, perché noi riteniamo avvenuto ciò che ci è stato raccontato.