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sabato 9 settembre 2023

IL COLLASSO DEL PIANETA
di Federico Migliorati



Distopia e speranza nel romanzo di Beatrice Montenegro.
 
È sempre più d’attualità il tema del cambiamento climatico, un fenomeno su cui si accapigliano scienziati e politici, opinionisti e semplici cittadini con versioni spesso contrastanti tra i cosiddetti “negazionisti del clima” e i “catastrofisti”. La letteratura, che tutto può dire, ha la capacità di uscire dal recinto forzato della realtà per approdare nei territori della fiction e dell’invenzione con una libertà sorprendente. Beatrice Montenegro, docente salentina di scuole superiori, dà forma con “Elpìs” (Fides edizioni) a un romanzo distopico che potrebbe avverarsi in un futuro nemmeno troppo lontano: il surriscaldamento globale, l’innalzamento del livello dei mari, lo scioglimento dei ghiacciai a cui già stiamo assistendo, le stagioni “rovesciate”, alluvioni e grandinate improvvisi sono ormai all’ordine del giorno. Cosa accadrebbe, allora, in una situazione ancora peggiore in cui si arrivasse all’invivibilità del pianeta Terra? Nella palazzina di via degli Olmi di una città imprecisata dove è ambientata l’opera queste preoccupazioni tengono banco costantemente forgiando una retrotopia sempre più evidente: nelle uscite serali, negli incontri tra familiari, nei discorsi con gli amici, sui luoghi di lavoro non si parla d’altro finendo per rendere ancora più cupa la cappa di negatività e pessimismo che vi aleggia. Tra gli inquilini si rafforza quella solidarietà tipica nella comune sventura che consente di sostenersi a vicenda: così la pediatra Alba, il docente in pensione Alfonso, la famiglia di Brezza e Rivo e gli altri personaggi che popolano l’intreccio narrativo si trovano a convivere con le calamità e a cercare una via d’uscita, nelle incombenze quotidiane a cui sono attesi. Nell’epoca in cui la storia è ambientata, proiettata nel futuro dove viaggiano treni iperveloci, è d’uopo cambiare il proprio nome, un vezzo, una moda forse per contrapporsi e sfuggire alla realtà già asfissiante. Di fronte a tutto ciò l’unica salvezza è guardare altrove: ecco dunque che la distopia si trasforma in utopia. La scoperta della vita su un altro pianeta, chiamato non a caso Elpìs (il dio greco della speranza), consentirà tramite astronavi ultramoderne di trasferirvi tutti coloro che lo vorranno: sarà, però, un addio, un definitivo saluto alla Terra e a quanti sceglieranno di rimanervi e non tutti opteranno per una soluzione così drastica e irreversibile. Ed è un’improvvisa nostalgia quella che coinvolgerà una delle protagoniste che alla fine deciderà, a differenza degli altri ormai ex inquilini di via degli Olmi, di osservare la realtà e affrontarla anziché sfuggirne rivivendo inoltre un amore che sembrava irrecuperabile. Un libro, quello di Montenegro, in cui in controluce leggiamo un invito pressante ai governanti e a ciascuno di noi a prendere coscienza della grave situazione in cui versa il pianeta impegnandosi per evitare danni irrimediabili per tutti.