Pagine

venerdì 8 dicembre 2023

È QUEL CHE È DICE L’AMORE
 

Erich Fried

Come Gino Cecchettin il padre di Giulia, non so pregare, ma a differenza sua non so nemmeno sperare. Uso per l’ennesima volta parole di Langer per dire perché, “troppa la distanza tra ciò che si proclama e ciò che si riesce a compiere”. Una breccia nel mio pessimismo la apre in verità la figura di questo padre, che senza la tragedia che lo ha portato a conoscenza del paese intero, in tutta la sua contagiosa dignità, sarebbe rimasto un anonimo cittadino. Si può forse sperare che gli anonimi Gino Cecchettin siano moltitudini in questo paese, e soprattutto sperare che la loro dignità emerga e si coaguli senza che simili tragedie debbano fare da catalizzatore. Che siano moltitudini, nonostante il mio pessimismo, riesco anche a crederlo, che la loro dignità emerga e si coaguli, fatico anche a sperarlo. Cecchettin nel suo saluto a Giulia ha citato una poesia di Gibran, in cui si legge il verso, “il vero amore è l’accettazione di tutto ciò che è”, verso che mi ha commosso e anche rimandato ad un altro poeta, Erich Fried, che nella poesia “È quel che è” ci offre questa verità: “È assurdo dice la ragione/È quel che è/dice l’amore/È infelicità/dice il calcolo/Non è altro che dolore/dice la paura/È vano/dice il giudizio/È quel che è/dice l’amore/È ridicolo/dice l’orgoglio/È avventato dice la prudenza/È impossibile dice l’esperienza/È quel che è/dice l’amore.
Vittorio Melandri