Pagine

martedì 20 febbraio 2024

IL CALENDARIO POETICO
di Alberto Figliolia
 

Un ricordo soltanto la pace,/ chiodo mai piantato,/ ma l’urlo del dolore,/ questo sì…/ Troppe croci,/ cuori ridotti a brandelli/ densi di sangue dei nostri fratelli…/ Non migrano più le urla dei morti,/ eccole lì, prossime ai vivi. (F.P.)
 
Sogni-Cerco di leggere il mio futuro tra carcasse di sogni. Con questo suggestivo ed evocativo titolo si presenta ai lettori il Calendario poetico 2024 del Laboratorio di lettura e scrittura creativa attivo nella Casa di reclusione di Milano-Opera da ormai sei lustri. Un prodotto editoriale e letterario vero e proprio, arricchito ogni anno dalle immagini fotografiche di Margherita Lazzati. Ogni mese (e pagina) è scandita da una o più poesie delle persone detenute che frequentano il Laboratorio condotto da un gruppo di assidui volontari.
In questo luogo/ a volte i conflitti con la mia anima/ occupano per intero le notti/ insonni, blindandomi la mente/ e opprimendomi il cuore./ Ma non mi scoraggio./ Sono convinto di trovare nel sogno/ la luce che annullerà tutte le inquietudini. (U.C.)
Sogni e pensieri non si arrestano innanzi alle sbarre. Possono volare oltre, restituendo la libertà interiore, riaccendendo il lume della speranza, rigenerando l'albero della consapevolezza. La creatività contro l'oblio in quel virtuoso e immaginifico itinerario di parole, la catarsi.
Dalla prefazione della psichiatra e scrittrice Erica Francesca Poli: “Sogno è una parola migrante. E i suoi figli plurali, i sogni, ne proseguono la diaspora semantica senza sosta. Un errare continuo tra le regioni del desiderio e della memoria, al confine tra i reami, spesso in guerra, dell’inconscio e della ragione. Eremiti di pulsioni, i sogni se ne vanno di notte alla soglia delle palpebre, cercando forme per i loro simboli...”.
Ogni Calendario – per il 2025 il tema da declinare sarà Alberi – è un prezioso tessuto di idee, sentimenti e metafore, un distillato di saggezza in scintillanti versi, un arcobaleno che congiunge terre incognite e chi è dentro a chi è fuori. Perché siamo tutti figli della stessa umanità sognante.