Pagine

martedì 7 maggio 2024

LETTERA AL PRESIDENTE MACRON
di Girolamo Dell’Olio


Macron gioca con le nostre vite

La lettera aperta a Emmanuel Macron, recapitata per via elettronica al Consolato Generale di Francia a Firenze, sarà distribuita oggi all’ingresso del Consolato, in Piazza Ognissanti 2, in lingua italiana e francese. Qui avrà luogo, dalle 10 alle 11, l’appuntamento di ‘dialogo itinerante’ dedicato alle dichiarazioni inquietanti rilasciate nelle ultime settimane dal presidente della sola nazione dell’Unione Europea in possesso dell’arma nucleare.
Sarà cura dell’associazione promotrice dell’iniziativa rendere noti i contenuti del riscontro atteso dal capo dello Stato francese ai tre quesiti posti nel messaggio pubblico a lui indirizzato.
 
Gentile Presidente,
 
Le scriviamo dalla città culla del Rinascimento e porta d’ingresso dei valori dell’umanesimo, profondamente preoccupati per il progressivo acutizzarsi del conflitto in Europa orientale fra la Federazione Russa e la Repubblica di Ucraina. Non riteniamo utile né opportuno discutere qui il tema delle origini e degli sviluppi della guerra in corso, e il ruolo che vi gioca ciascuno di questi Paesi, ambedue peraltro non appartenenti a quell’Unione Europea di cui Francia e Italia sono membri fondatori. Desideriamo piuttosto comprendere meglio, attraverso un cortese riscontro che auspichiamo da parte Sua agli interrogativi che seguono, quali attenzioni per la sicurezza, per la salute e per l’incolumità delle popolazioni europee abbiano ispirato e guidato le Sue recenti dichiarazioni e taluni comportamenti che in noi suscitano – per la carica che Ella riveste – viva apprensione e allarme.
In primo luogo Le chiediamo: il fatto che il Paese ai cui vertici Ella si trova sia l’unico a disporre, nell’Unione Europea, dell’arma nucleare, e di un consistente arsenale atomico, dovrebbe a Suo avviso suggerire un atteggiamento particolarmente responsabile dinanzi all’intera comunità continentale? O è ammissibile invece che tale prerogativa giustifichi azzardi istituzionali, e autorizzi a incentivare – anche soltanto a parole – la polarizzazione fra i Paesi belligeranti, e fra le stesse opinioni pubbliche dell’Unione?
In secondo luogo Le chiediamo: Ella ritiene saggio che il presidente di uno Stato importante come la Francia, col ruolo, il potere e le responsabilità che gli appartengono, permetta in un contesto storico così delicato la diffusione di proprie immagini in posa da boxeur? Lei crede che la divulgazione di posture letteralmente (e non solo metaforicamente) muscolari giovi, con le guerre alle porte, alla percezione dell’uomo di Stato quale soggetto serio e credibile? O si tratta invece di teatro, di boutades, nel qual caso ci domanderemmo ancora una volta quale grado di maturità politica sia associabile a chi se ne fa interprete?
Infine, Presidente Macron, Lei è proprio sicuro di poter perseguire gli obiettivi apparentemente connessi alla Sua comunicazione col sostegno dell’opinione pubblica nel Suo Paese, laddove il mondo intero ha notizia di reiterate e vigorose resistenze opposte in più occasioni e da più strati della popolazione alla Sua azione di governo? Non sarebbe forse più prudente sposare la causa della ricerca attiva della sospensione delle ostilità e della riconciliazione fra i popoli? Anche perché la storia del Novecento, e ancora quella di questo secolo, sembra insegnare che se il riarmo diventa traguardo e pratica di governi incapaci di coltivare la convivenza civile pacifica dei popoli è sufficiente una scintilla, magari non involontaria, a far deflagrare nazioni e continenti. Come vede, le nostre sono domande semplici ed educate, che ci piace porLe nella Sua stessa lingua. Confidiamo di poter ricevere una cortese risposta pubblica.
Per l’Associazione di volontariato Idra
il presidente, Girolamo Dell’Olio