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martedì 25 marzo 2025

UNA DOCENTE SCRIVE A MELONI



Lettera aperta al Presidente del Consiglio signora Giorgia Meloni
 
Chi le scrive è una cittadina italiana, che ama l’Italia e tutti gli Italiani che l’hanno resa un’eccellenza nel mondo. Lei nel suo ruolo istituzionale dovrebbe rappresentare tutti gli Italiani senza distinzione secondo i principi fondamentali della Costituzione Italiana - v. art. 3 - e non solo. La sua carica è stata raggiunta con il 17% dei voti, su democratiche elezioni. Democrazia = partecipazione, per cui la maggioranza dei non votanti dimostra sfiducia verso una classe politica priva di identità al servizio del paese. Lei ha giurato sulla Costituzione Italiana, i cui Padri Costituenti facevano parte di tutti partiti politici dai Popolari ai Comunisti.
Mio padre, social democratico, bancario avventizio della Banca d’Italia, non prese la tessera fascista. Ritengo da parte sua un colpo basso ricordare Ventotene, sconosciuta a molti, riferendosi al 1941, in un quadro storico teso alla libertà sotto il peso del fasci-nazismo. Lei oggi fa parte di questa Repubblica, questa è la sua Repubblica per la quale servire il paese con i suoi valori, nel rispetto di ogni credo e di ogni opinione. Non so se conosce di Dewej il concetto statico e dinamico di Democrazia e se conosce il discorso di Calamandrei agli studenti nel 1955 a Milano. E non era certo un comunista
E allora mi chiedo perché? A che gioco sta giocando?
Chi le scrive è una ex docente che, dopo la laurea, ha insegnato presso la Scuola media l.r. Don Bosco di Varazze e in seguito, non ancora di ruolo, ha insegnato Cultura generale presso il C.A.P.S. di Cesena, per graduatoria. In aula a plotoni di quaranta allievi, giovani come me, provenienti da ogni regione, ho insegnato la Costituzione Italiana e a sua Evoluzione storica.
Dovevo formare dei poliziotti, cittadini fra i cittadini, oltre l’insegnamento della grammatica italiana per redigere le relazioni di servizio correttamente.
Come pedagogista certificata e con svariate esperienze ho anche ideato progetti per le scuole e vari enti. Ad es. “Favolando Premio Montessori”.  Docente a contratto Univpm di Scienze Umane.
Accoglienza nel mio nucleo familiare di minori, collaborando con la Comunità giovanile di Savona anni ’90, fra cui una adolescente facente parte di una tribù. Tutto documentato. Essere cristiana per me è stare con il buon samaritano, perché su quella strada ci siamo tutti. Inoltre l’applicazione dei principi pedagogici è mettere in pratica comportamenti umani di amore e di giustizia. Maria Montessori, madre del metodo pedagogico insegna.
La pedagogia non è una scienza, essa va oltre perché ha a che fare con la coscienza, con metodo scientifico. Sono le opere a fare di una persona una buona cristiana. Quindi le chiedo di riconsiderare il proprio ruolo, per cui ha prestato giuramento, rinunciando a rappresentare una minoranza nostalgica, di mentalità fascista, seppure lei non abbia mai dichiarato apertamente di essere antifascista. Ieri, 24 marzo, il Presidente della Camera Lorenzo Fontana ha ricordato giustamente in un comunicato, che il massacro di 335 vittime innocenti fu strage nazifascista. Il suo ruolo è di essere oltre le parti,  Presidente anche di chi non ha votato e di chi si trova all’opposizione. Il confronto democratico delle idee, al cui centro c’è il popolo con aspettative legittime di uguaglianza, di giustizia e di pace, dovrebbe essere il “vangelo politico”, di chi ricopre cariche alte della Repubblica Italiana, per restituire fiducia e non smarrimento. Nessuno è vincente.
Laura Margherita Volante