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giovedì 11 settembre 2025

A PROPOSITO DI ARMANI


 


Tutti gli scritti pubblicati, a partire dal tuo, danno molto da pensare, inducono incertezze e dubbi – benefici spero. Come sottrarsi alla sensazione di una catastrofe imminente? C’è un “rifugio”? non atomico beninteso. 
Gabriele Scaramuzza, filosofo


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Caro Angelo vorrei condividere il tuo importante scritto su Giorgio Armani sulla pagina Facebook, Ci provo? Complimenti per l’importanza fondamentale delle tue osservazioni che mettono a nudo la nostra malata società”
Bruna Panella, musicista


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Caro Angelo, ti inoltro i giudizi di due amici relativi al tuo articolo su Armani.
Filippo Ravizza, poeta e critico letterario



(…) ha ragione nella sostanza ma mi pare un po’ un Savonarola per veemenza”
Un lettore anonimo
 
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Io sono sostanzialmente d’accordo con Gaccione…”
Lettore anonimo
 
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Come si fa a non essere d’accordo con Gaccione? Anche a me sembra che abbiano decisamente esagerato con lo spazio dedicato ad Armani… non è stato ancora santificato… Quello che non capisco è la presenza di tanta gente… alla camera ardente: non hanno nulla da fare? Non hanno problemi? Li sublimano così? Del resto “sono sempre i migliori che se ne vanno” e almeno per il tuo funerale ti potrai considerare santo… Gaccione invece è un tipo tutto d’un pezzo”.
[Altro giudizio di altro amico. Non ti dico i nomi perché te li ho “girati” senza aver chiesto il permesso. Filippo Ravizza]  
 

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Complimenti ad Armani che si è fatto da sé. Detto questo la società di Armani non è stata processata per aver sfruttato in modo criminale i fragili di cui parli nel tuo articolo?”
Giuseppe O. Pozzi, psicanalista


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Giorgio Armani ha dimostrato un forte impegno filantropico, come quando ha convertito gli stabilimenti per produrre camici monouso durante la pandemia di Covid - 19, ed ha effettuate generose donazioni, anche se il suo patrimonio verrà ereditato principalmente dai suoi parenti e dal suo compagno, Leo Dell’Orco. Sinceramente mi aspettavo una maggiore generosità”.
Emma Atonna, ricercatrice e interprete della canzone napoletana


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Un discorso vero e amaro. E che dire dei calciatori che sanno solo dare calci al pallone e a vent’anni non scendono mai dalle prime pagine dei giornali?”
Julia Pikalova, poeta russa
 
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Desolante idolatria, quasi ovunque, per il riccone abile e astuto Re Giorgio. Pensa che l’amministrazione di centro-sinistra di Piacenza ha proclamato per domani il lutto cittadino per il Re… che miserie”.
Franco Toscani, saggista


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Odio il mondo della moda tanto quanto quello del calcio”.
Giovanni Filippo Bonomo, avvocato e direttore del Centro Culturale Candide
 
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Aggiungi l’immoralità della moda, anticamera della prostituzione e sprone per le donne a misurarsi sempre sulla base del corpo. Altro che emancipazione. Un articolo densissimo e colmo di giusta amarezza. L’ho molto apprezzato. Sei vulcanico e come scrittore e come giornalista. Grazie per essere così”.
Lodovica San Guedoro, scrittrice


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Finalmente una voce fuori dal coro”.
Cataldo Russo, scrittore e drammaturgo


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Caro Angelo,
Non ho mai avuto la ventura di incontrare di persona il sig. Giorgio Armani ma le descrizioni e gli aneddoti che da qualche giorno escono sulla carta stampata in merito alla sua figura come uomo, artista e imprenditore, mi fanno propendere per considerare il tuo “anti necrologio” piuttosto ingeneroso. Posso capirlo in funzione antimoda in generale, in quanto non condividi nulla che abbia a che vedere con quel mondo. Pace; ci sono persone che non vorrebbero mai avere un quadro di Picasso del periodo cubista, men che meno pagarlo quanto vale nel mondo delle aste d’arte. Poco male, è questione di gusti. Però collegare una persona d’ingegno e con un innegabile talento artistico e imprenditoriale, unicamente alle responsabilità per le malefatte di qualche sub-appaltante tra le decine di migliaia di suoi dipendenti in quello che viene definito un impero industriale, mi sembra una mossa poco elegante. Anzi, in mortem del de cuius, un po’ maramaldesca.
Scusa la franchezza e la estrema sintesi e parzialità della mia osservazione dovuta al mezzo. Ma tanto ti dovevo in tutta amicizia. Certo, ho ben letto e capito la premessa che però non cito nel mio messaggio per brevità. Resta il collegamento a tutto quanto pensi di male del mondo della moda, soprattutto lo sfruttamento e la ricchezza ostentata attraverso le “griffe”. Ma queste seppur gravi manchevolezze civiche non possono essere attribuite direttamente alla persona da cui parte il tuo racconto. Giustamente non lo coinvolgi di persona nella tua intemerata contro gli ambienti corrotti e vacui della società, tra i quali la quintessenza spetta al mondo della moda. Tuttavia, prendendo lo spunto dalla figura di Armani, ne fai implicitamente un antesignano di quel mondo e gli attribuisci anche la colpa di non essersi interessato minimamente alle miserie che affliggono gran parte dell'umanità dall’alto di quel mondo vacuo di scintillanti esteriorità e ostentata ricchezza. Come dicevo non ho mai avuto nulla a che fare con Armani né col suo mondo, tuttavia anche dalla tua descrizione mi appare come una persona gentile, garbata e sensibile ma altrettanto schiva e sicuramente intelligente e non mi meraviglierebbe se a posteriori si scoprisse di lui anche un lato filantropico, per quanto riservato, concretizzato con aiuti e interessamento alle cause dei più bisognosi ma senza farne troppa fanfara. È solo una mia supposizione, posso sbagliare ma sarebbe pertinente al personaggio.
Romano Rinaldi, studioso di mineralogia e docente


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Che la sua celebrata fama dipenda dal fatto di aver fortunatamente disegnato solo abiti, mi sembra un capolavoro”.
Marcello Campisani, avvocato