SALVARE IL SALVABILE! Associazione di volontariato Idra
Firenze non dimentica. La singolare trasparenza di Palazzo Vecchio sul
caso del super-resort in Costa San Giorgio. Ecosì, dopo mesi di attesa, sulla scommessa
urbanistica di Costa San Giorgio, il resort a 5 stelle con affaccio su Boboli e
Forte Belvedere, comprensivo di scavi temerari nella collina franata sulla
famiglia Buontalenti nelCinquecento, in area classificata Unesco, generosamente
avallata nel 2021 da Palazzo Vecchio ma misteriosamente bloccata, possiamo
finalmente sapere quello che l’assessore all’Urbanistica e al Decoro Urbano ha
da comunicare ai cittadini al riguardo. Ovverosia, sostanzialmente: niente di
ciò che veniva richiesto. Le tante centinaia di residenti sopravvissuti alla
desertificazione speculativa del centro storico che hanno ottenuto quattro anni
fa dalla Regione Toscana il via libera a un processo partecipativo impedito poi
però dall’amministrazione comunale diretta da Dario Nardella, e l’ampia e
composita schiera dell’intellettualità nazionale ed estera, firmataria
dell’appello del dicembre 2021 per l’azzeramento delle proposte di delibera
della giunta e per l’attivazione di una nuova procedura finalizzata al restauro
e alla protezione del territorio, possono davvero accontentarsi di una magra
risposta in codice, che rinvia peraltro il cittadino a documentarsi presso
l’operatore privato?
Questo il
testo del riscontro ricevuto dall’assessore Caterina Biti: “A seguito della vostra richiesta
del 13.03.2025 e del sollecito del 09.07.2025, si comunica quanto segue: L’intervento
oggetto concerne, come noto, un compendio immobiliare di proprietà privata. In
ragione di ciò, si rappresenta che l’esecuzione degli interventi edilizi è
subordinata, ai sensi della normativa vigente, al rilascio dei relativi titoli
abilitativi, esclusivamente su istanza del soggetto privato promotore. Si
informa in proposito che stati rilasciati i seguenti Permessi di Costruire, di
cui si fornisce contestualmente aggiornamento circa lo stato di attuazione: - Permesso di Costruire 98/2024
del 29/01/2024 (P.7985/2023 - UMI 1) - permesso rilasciato, lavori non iniziati
(Comunicazione proroga di legge del 20/01/2025 - nuovo termine inizio lavori
29/01/2028) - Permesso di Costruire 892/2024
del 14/08/2024 (P.11723/2023 - UMI 2) - permesso rilasciato, lavori non
iniziati. - Permesso di Costruire 1123/2024
del 17/10/2024 (P.5014/2024 - UMI 4) - permesso rilasciato, lavori non
iniziati. Alla luce
di quanto sopra, si evidenzia che ogni informazione concernente lo stato di
avanzamento dei lavori o la prospettiva temporale del loro inizio/fine, dovrà
essere richiesta direttamente all’operatore privato, che legge per conoscenza,
Soc. Ponte Vecchio S.r.l. - Unipersonale pontevecchiospa@pec.it”.
Dunque
l’amministrazione pubblica di una città Unesco di nome Firenze non si ritiene
in grado di seguire, valutare ed eventualmente gestire tempestivamente progetti
ritenuti di interesse pubblico con le relative criticità, per giunta in un
quadrante particolarmente delicato e prezioso? Non si sente in dovere di
spiegare ai cittadini e al mondo della cultura i motivi per cui, a distanza di
oltre tre anni, risulta in condizioni di stallo una trasformazione urbanistica
così controversa da suscitare la preoccupata attenzione dello stesso direttore
delle confinanti Gallerie degli Uffizi? Può forse la fruizione pubblica di
questo lembo prezioso di centro storico incastonato fra Villa Bardini, Forte
Belvedere e il Giardino di Boboli restare compromessa a tempo indeterminato
(quanto meno ancora due anni e tre mesi), arenata in mezzo al guado di
un’autorizzazione allo sfruttamento privatistico rivelatasi con ogni evidenza
poco lungimirante? Non ha forse la città di Firenze il diritto di sapere se,
per fare un esempio fra i tanti, siano state le condizioni oggettive e storiche
di fragilità idrogeologica del Poggio delle Rovinate a presentare il conto ai
progettisti, una volta avviate le procedure di verifica della praticabilità
degli scavi per parcheggi, Spa e altri interventi in sotterraneo? O, parimenti,
se si siano magari dimostrate drammaticamente fondate - una volta approfonditi
gli esami idrologici - le perplessità formulate dalla direzione delle Gallerie
degli Uffizi, tenuta fuori dal procedimento che ha condotto il Comune di
Firenze alla definizione della Variante semplificata, adottata peraltro in
assenza di Valutazione Ambientale Strategica, quando il direttore Eike Schmidt -
sollecitato da Idra - ebbe a notificare proprio alla Direzione Urbanistica che “il
regime idraulico di Boboli (…) è stato pensato e realizzato con un “impianto a
caduta”, mediante costruzione di acquedotti che ancora oggi alimentano il
Giardino”, chiedendo di conseguenza di “(…) adottare le più opportune
determinazioni del caso”?
Vorrà
almeno questi temi concreti e attuali la presente amministrazione fattivamente affrontare,
entrando nel merito delle criticità a suo tempo evidenziate dall’osservazione
tecnica depositata al protocollo il 27 settembre 2021, frutto della
collaborazione col prof. Paolo Ventura e il prof. Giovanni Fanelli, dall’amministrazione
comunale parzialmente accolta, e nel corso dell’audizione ottenuta presso la commissione
consiliare urbanistica il 1° dicembre 2021?