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giovedì 4 settembre 2025

SALVARE IL SALVABILE!
Associazione di volontariato Idra


 

Firenze non dimentica.
 
La singolare trasparenza di Palazzo Vecchio sul caso del super-resort in Costa San Giorgio.
 
E così, dopo mesi di attesa, sulla scommessa urbanistica di Costa San Giorgio, il resort a 5 stelle con affaccio su Boboli e Forte Belvedere, comprensivo di scavi temerari nella collina franata sulla famiglia Buontalenti nelCinquecento, in area classificata Unesco, generosamente avallata nel 2021 da Palazzo Vecchio ma misteriosamente bloccata, possiamo finalmente sapere quello che l’assessore all’Urbanistica e al Decoro Urbano ha da comunicare ai cittadini al riguardo. Ovverosia, sostanzialmente: niente di ciò che veniva richiesto. Le tante centinaia di residenti sopravvissuti alla desertificazione speculativa del centro storico che hanno ottenuto quattro anni fa dalla Regione Toscana il via libera a un processo partecipativo impedito poi però dall’amministrazione comunale diretta da Dario Nardella, e l’ampia e composita schiera dell’intellettualità nazionale ed estera, firmataria dell’appello del dicembre 2021 per l’azzeramento delle proposte di delibera della giunta e per l’attivazione di una nuova procedura finalizzata al restauro e alla protezione del territorio, possono davvero accontentarsi di una magra risposta in codice, che rinvia peraltro il cittadino a documentarsi presso l’operatore privato?


 
Questo il testo del riscontro ricevuto dall’assessore Caterina Biti:
“A seguito della vostra richiesta del 13.03.2025 e del sollecito del 09.07.2025, si comunica quanto segue: L’intervento oggetto concerne, come noto, un compendio immobiliare di proprietà privata. In ragione di ciò, si rappresenta che l’esecuzione degli interventi edilizi è subordinata, ai sensi della normativa vigente, al rilascio dei relativi titoli abilitativi, esclusivamente su istanza del soggetto privato promotore. Si informa in proposito che stati rilasciati i seguenti Permessi di Costruire, di cui si fornisce contestualmente aggiornamento circa lo stato di attuazione:
- Permesso di Costruire 98/2024 del 29/01/2024 (P.7985/2023 - UMI 1) - permesso rilasciato, lavori non iniziati (Comunicazione proroga di legge del 20/01/2025 - nuovo termine inizio lavori 29/01/2028)
- Permesso di Costruire 892/2024 del 14/08/2024 (P.11723/2023 - UMI 2) - permesso rilasciato, lavori non iniziati.
- Permesso di Costruire 1123/2024 del 17/10/2024 (P.5014/2024 - UMI 4) - permesso rilasciato, lavori non iniziati.
Alla luce di quanto sopra, si evidenzia che ogni informazione concernente lo stato di avanzamento dei lavori o la prospettiva temporale del loro inizio/fine, dovrà essere richiesta direttamente all’operatore privato, che legge per conoscenza, Soc. Ponte Vecchio S.r.l. - Unipersonale pontevecchiospa@pec.it”.


 
Dunque l’amministrazione pubblica di una città Unesco di nome Firenze non si ritiene in grado di seguire, valutare ed eventualmente gestire tempestivamente progetti ritenuti di interesse pubblico con le relative criticità, per giunta in un quadrante particolarmente delicato e prezioso? Non si sente in dovere di spiegare ai cittadini e al mondo della cultura i motivi per cui, a distanza di oltre tre anni, risulta in condizioni di stallo una trasformazione urbanistica così controversa da suscitare la preoccupata attenzione dello stesso direttore delle confinanti Gallerie degli Uffizi? Può forse la fruizione pubblica di questo lembo prezioso di centro storico incastonato fra Villa Bardini, Forte Belvedere e il Giardino di Boboli restare compromessa a tempo indeterminato (quanto meno ancora due anni e tre mesi), arenata in mezzo al guado di un’autorizzazione allo sfruttamento privatistico rivelatasi con ogni evidenza poco lungimirante? Non ha forse la città di Firenze il diritto di sapere se, per fare un esempio fra i tanti, siano state le condizioni oggettive e storiche di fragilità idrogeologica del Poggio delle Rovinate a presentare il conto ai progettisti, una volta avviate le procedure di verifica della praticabilità degli scavi per parcheggi, Spa e altri interventi in sotterraneo? O, parimenti, se si siano magari dimostrate drammaticamente fondate - una volta approfonditi gli esami idrologici - le perplessità formulate dalla direzione delle Gallerie degli Uffizi, tenuta fuori dal procedimento che ha condotto il Comune di Firenze alla definizione della Variante semplificata, adottata peraltro in assenza di Valutazione Ambientale Strategica, quando il direttore Eike Schmidt - sollecitato da Idra - ebbe a notificare proprio alla Direzione Urbanistica che “il regime idraulico di Boboli (…) è stato pensato e realizzato con un “impianto a caduta”, mediante costruzione di acquedotti che ancora oggi alimentano il Giardino”, chiedendo di conseguenza di “(…) adottare le più opportune determinazioni del caso”?



Vorrà almeno questi temi concreti e attuali la presente amministrazione fattivamente affrontare, entrando nel merito delle criticità a suo tempo evidenziate dall’osservazione tecnica depositata al protocollo il 27 settembre 2021, frutto della collaborazione col prof. Paolo Ventura e il prof. Giovanni Fanelli, dall’amministrazione comunale parzialmente accolta, e nel corso dell’audizione ottenuta presso la commissione consiliare urbanistica il 1° dicembre 2021?