Come creatore
(allo stato, unico e inascoltato) della teoria (filosofico-politica) dei cinque
irrazionalismi (tre religiosi e due politici) come causa del caos
dominante in Occidente, mi sento obbligato a segnalare, a riprova della mia
tesi, le maggiori incongruenze riscontrabili nella nostra vita individuale
collettiva.Oggi scriverò
del monstrum dell’indipendenza e dell’autonomia nella Pubblica
Amministrazione e, in particolare, di quanto sta accadendo per
l’organo di protezione della Privacy. È noto che gli uffici Statali
italiani, come la maggior parte di quelli Europei, risultano modellati sulle
idee elaborate da Jean Baptiste Colbert e da lui concepite in modo tale da dare
al Re Sole (il monarca assoluto, francese, Luigi XIV) un vero esercito di
fedeli servitori (compresi quelli destinati a fare “giustizia”), pagati dallo
Stato e muniti di penna e di inchiostro al posto delle armi.Gli Anglosassoni il cui illuminismo, in Gran
Bretagna, non aveva seguito le orme di quello francese (sfociato nel Terrore e
nel Bonapartismo), come di consueto avevano le loro perplessità sulle scelte
dei “cugini” d’oltre Manica e negli Stati Uniti d’America, sul finire del XIX
secolo, affidarono ad estranei all’Amministrazione la scelta, in vario modo
indiretta, dei civil servant inquadrati
in Authorities e Agenzie, keeping out of politics.Sul territorio dello Stivale, passando per
Napoleone e Mussolini il modello francese prevalse e dominò, fino all’inizio
degli anni Novanta del secolo scorso.Poi,
l’italica tendenza allo scimmiottamento ebbe il sopravvento e non
rinunciò all’imitazione dei modelli anglosassoni. Furono così
introdotte , nel nostro ordinamento, le Autorità dette indipendenti e
autonome, definite “enti pubblici che discostandosi dal modello tradizionale di
pubblica amministrazione, non dipendono dal Governo e non subiscono ingerenze
di natura politica”.
E ciò, anche
se i suoi ben pagati membri sono rigorosamente scelti dal potere politico
dominante al momento della costituzione (o del rinnovo). Dopo un
tale bluff, tipicamente italiano, di chiamare “indipendenti” Autorità
amministrative messe in piedi con la nomina dei loro componenti con
modalità esclusivamente e rigorosamente politiche, stiamo assistendo, in questi
giorni, a una “farsa” relativa all’Autorità per la protezione della
“privacy”, che più ignominiosa non potrebbe essere (e che a definirla
Arlecchinata” significherebbe soltanto recare ingiuria a una nota maschera
della nostra Commedia dell’Arte).Forze di
governo e forze di opposizione (la Destra di Giorgia Meloni e la Sinistra
di Elly Schlein), infischiandosene di far mostra di credere che quell’Autorità
sia stata e sia veramente ‘indipendente’, in buona
sostanza, concorderebbero nell’intento di mandare a casa i suoi
componenti (ognuna di esse pensando di potere così nominare altri membri
di più provata e certa fede politica).In altre
parole se “s’ode a destra uno squillo di tromba e a sinistra risponde uno
squillo” non si tratta dell’annuncio di una manzoniana e napoleonica
battaglia, ma in piena concordia di suoni è il canto di
un identico leit motiv comune delle due pulzelle (la “rossa” e
la “nera”), per altri aspetti rivali. L’unico grido, nella pugna
dissonante, è quello del Presidente della Privacy che, autocraticamente
(?), dice: “Se sono autonomo e indipendente, decido io con i miei
membri del Collegio quando andare via!”.Il discorso
sino a questo momento appare in fase di stallo. Vedremo come andrà a
finire.
P.S. Mi sembra che qualche
considerazione ulteriore possa essere fatta, a beneficio della mia tesi
che non piace ad alcuni lettori di “Odissea”.Gli eventi
della Autorità della Privacy di questi giorni confermano che il “cul de sac” in
cui s’è cacciato l’Italia non è fatto di stoffa perforabile o a trama
larga: è veramente senza via d’uscita. Anche se non è da escludere,
infatti, che sia in progressivo aumento il numero degli abitanti dell’Ovest del
Pianeta che coglie la falsità, l’ipocrisia, la menzogna palese e
sconvolgente della maggior parte delle pretese verità divulgate da “alti”
dignitari della religione e della politica Occidentale l’opera di denunciarne
la finzione è accusata - essa - di contribuire al “crollo dei Valori”
della nostra cosiddetta “civiltà. In altre parole, se si sostiene che
Hobbes non è stato mai smentito sul detto “Homo homini lupus” perché i
fautori più tenaci della solidarietà universale e
dell’uguaglianza umana si sono dimostrati solo capaci di rendere ricchi i
propri Alti Prelati o i Membri della Nomenklatura bolscevica,
facendone gli oligarchi del post-comunismo e che le buone intenzione dei popoli
amati da Dio (i Tedeschi) o dal medesimo addirittura prediletti (gli
Ebrei) hanno clamorosamente smentito la loro buona volontà salvifica della umanità (da essi considerata bisognosa di guida perché di rango
inferiore) con i campi di sterminio nazisti e i bombardamenti di
Netanyahu su Gaza, si rischia di passare per cinici denigratori e
distruttori di plurisecolari miti valoriali.