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venerdì 7 novembre 2025

NOSTRE SORELLE PIANTE
di Carmine Scavello


 
Per chi ha a cuore la vita e la salute delle piante.
 
Questa lettura è rivolta a tutti. Un mondo senza piante è inimmaginabile: solo gli stolti non apprezzano la loro presenza, la loro importanza e il loro contributo all’inquinamento. Lo vadano a spiegare agli altri esseri viventi, compresi gli umani, che non potrebbero fare a meno di loro.
Le piante sono creature viventi: non parlano, ma ci fanno capire se sono trattate bene o male. Il risultato è il loro stato di salute. Ci chiedono poco: un po’ di acqua quando è necessario e il cielo non è benigno; una potatura decente che le faccia crescere più rigogliose, tagliando i rami secchi e i polloni che si formano alla base e che portano via forza. Poi, occorre prestare attenzione se la nuova pianta sia autoctona o se soffra il nuovo clima: sono piccole considerazioni che fanno loro un gran bene. Detto ciò vale per le piante che crescono libere nei giardini e nel terreno in genere. Per quelle in vaso l’attenzione è maggiore, in quanto le piante sono costrette ad essere prigioniere, chiuse come in una gabbia, con poco spazio a disposizione e dipendere in tutto e per tutto dal rispetto e dalle cure dei proprietari. Una pianta di ficus che vive in un vaso cresce limitatamente allo spazio a disposizione, mentre un’altra uguale piantata nel terreno libero diventa un albero maestoso. Intorno a noi ci sono molti esempi viventi su ciò che ho appena detto. Il discorso del ficus naturalmente è esteso a tante altre piante che crescono nei vasi.
Una vecchietta diceva a un’amica: “Cara, non devi mai andare in uno studio medico o in un ufficio di un professionista, dove le piante sono morte o rinsecchite. Se trattano i pazienti e i clienti come le piante e non si curano della loro salute e dei loro interessi e problemi non hanno amor proprio e pensano solo al loro guadagno”.