Per chi ha a cuore la vita e la salute delle piante. Questa lettura è rivolta a tutti. Un mondo senza piante è
inimmaginabile: solo gli stolti non apprezzano la loro presenza, la loro
importanza e il loro contributo all’inquinamento. Lo vadano a spiegare agli
altri esseri viventi, compresi gli umani, che non potrebbero fare a meno di
loro. Le piante sono creature viventi: non parlano, ma ci fanno
capire se sono trattate bene o male. Il risultato è il loro stato di salute. Ci
chiedono poco: un po’ di acqua quando è necessario e il cielo non è benigno;
una potatura decente che le faccia crescere più rigogliose, tagliando i rami
secchi e i polloni che si formano alla base e che portano via forza. Poi,
occorre prestare attenzione se la nuova pianta sia autoctona o se soffra il
nuovo clima: sono piccole considerazioni che fanno loro un gran bene. Detto ciò
vale per le piante che crescono libere nei giardini e nel terreno in genere.
Per quelle in vaso l’attenzione è maggiore, in quanto le piante sono costrette
ad essere prigioniere, chiuse come in una gabbia, con poco spazio a
disposizione e dipendere in tutto e per tutto dal rispetto e dalle cure dei
proprietari. Una pianta di ficus che vive in un vaso cresce limitatamente allo
spazio a disposizione, mentre un’altra uguale piantata nel terreno libero
diventa un albero maestoso. Intorno a noi ci sono molti esempi viventi su ciò
che ho appena detto. Il discorso del ficus naturalmente è esteso a tante altre
piante che crescono nei vasi. Una vecchietta diceva a un’amica: “Cara, non devi mai andare
in uno studio medico o in un ufficio di un professionista, dove le piante sono
morte o rinsecchite. Se trattano i pazienti e i clienti come le piante e non si
curano della loro salute e dei loro interessi e problemi non hanno amor proprio
e pensano solo al loro guadagno”.