Anche
le votazioni regionali in Campania, in Puglia e in Veneto hanno confermato
che, per ciò che riguarda l’astensione del voto elettorale, non siamo davanti a
un fenomeno fisiologico né a un semplice sintomo temporaneo. Si tratta di
un segnale profondo e strutturale che richiederebbe interventi immediati, se
fosse agevole individuare e dire quali.In realtà nessuno a livello
politico o mediatico sembra preoccuparsene. Non si precisa che per capire le
ragioni di una massiccia non partecipazione consapevole al voto, va bandito,
soprattutto, il rimedio dei pannicelli caldi e c’è chi inutilmente denuncia la
mancanza di educazione civica o invoca una maggiore attenzione alle donne
e alle periferie.Sondaggi non
superficiali e inadeguati dimostrerebbero che proprio i più civicamente educati
e amanti della pace e del quieto vivere civile si rifiutano di votare per chi,
al governo o all’opposizione, appare invasato da furori bellici e farnetica di
riarmo, di reintroduzione nel Paese del servizio militare, di sostegni
economici a un regime politico corrotto e in odore di neo-nazismo e si collega
alla cordata di un partito statunitense sconfitto alle elezioni politiche, pur
facendo falsi e finti salamelecchi al vincitore. Di educazione politica
adeguata a uno Stato libero e indipendente difettano proprio le forze politiche
che al governo o all’opposizione si accontentano di racimolare i voti sempre in
calo dei cittadini più irregimentati e meno capaci di individuare il
cumulo di menzogne propagandistiche che un sistema mass mediatico, totalmente
dipendente dal mondo finanziario e dell’industria degli armamenti, diffonde a
piene mani. Di educazione civica difettano uomini e donne della politica che si
battono per governare con minoranze esigue della popolazione (meno minoranze
delle altre minoranze), contravvenendo alla unica logica degna di una
democrazia, quella della necessità di avere almeno il 50+1 % dei voti per
pretendere di governare un Paese.Di fronte a uomini e
(purtroppo anche) a donne della politica che offrono un panorama così
squallido e deprimente delle loro proposte, chi ha la sensibilità di un
individuo libero e democratico con il suo “non-voto” resta una “vox clamans
in deserto” anche se fa parte di una stragrande quantità di
aventi diritto al voto che la pensano al suo stesso modo.