Sterminatori Bombardavano
le colline potenti
sordi rombi sibili le
chiese nei boschi crollavano i
villaggi abbandonati macerie
s’adagiavano fra i castagni secolari cascine
e campi ardevano la
città migliaia di occhiaie grida
e grida e grida e grida e grida e grida e grida Le
fiamme si fondevano con il cielo al tramonto osservavamo
lo spettacolo dai terrazzi fra
i vetri in frantumi pezzi
di muscoli per ogni dove e
qualche brandello di cuore i
tram fermi nelle strade smemorate
visioni di scheletri carbonizzati inutili carcasse
di legno e ferro nessuno
a far più la fila per il pane e per l’acqua i
piedi nudi della gente in fuga chiazze
e rivoli di sangue come
piccoli laghi e fiumi senza
ritegno senza sbocco Un
aereo lo stesso aereo sorvolava e sganciava sorvolava e cannoneggiava sorvolava
e mitragliava sorvolava e sganciava sorvolava e cannoneggiava sorvolava e
mitragliava sorvolava e sganciava sorvolava e cannoneggiava sorvolava e
mitragliava sembrava non finire mai il suo carburante noi vedevamo gli occhi
del pilota era un gigante dalle sclere rosse e malate era un gigante dalle
sclere rosse e malate era un gigante dalle sclere rosse e malate Bruciavano
i tronchi antichi e
le case giacevano in doloroso silenzio nel
crudele rimbombo quasi un rimorso fuggivano
tutti mentre
osservavamo l’ultimo bagliore dell’orizzonte e
il pilota gigante dalle sclere rosse e malate sorvolare sganciare cannoneggiare
mitragliare sorvolare sganciare cannoneggiare mitragliare sorvolare sganciare
cannoneggiare mitragliare e
cecchini vino caldo nelle vene colpivano senza mai fallire un bersaglio
colpivano senza mai fallire un bersaglio vino caldo nelle vene e stupri nella
testa stupri nella testa stupri nella testa stupri nella testa Senza
ritegno senza sbocco come
piccoli laghi e fiumi chiazze
e rivoli di sangue i
piedi nudi della gente in fuga nessuno
a far più la fila per il pane e per l’acqua carcasse
di legno e ferro smemorate
visioni di scheletri carbonizzati inutili i
tram fermi nelle strade e
qualche brandello di cuore pezzi
di muscoli per ogni dove fra
i vetri in frantumi osservavamo
lo spettacolo dai terrazzi le
fiamme si fondevano con il cielo al tramonto Nota Nuova versione del 23 gennaio 2026, prima stesura in Visioni o
dell’anarchico girovagare, Rayuela Edizioni, 2017)