Pagine

domenica 25 gennaio 2026

POETI
di Alberto Figliolia



Max Hamlet
Sterminatori

Sterminatori
 
Bombardavano le colline
potenti sordi rombi sibili
le chiese nei boschi crollavano
i villaggi abbandonati
macerie s’adagiavano fra i castagni secolari
cascine e campi ardevano
la città migliaia di occhiaie
grida e grida e grida e grida e grida e grida e grida
 
Le fiamme si fondevano con il cielo al tramonto
osservavamo lo spettacolo dai terrazzi
fra i vetri in frantumi
pezzi di muscoli per ogni dove
e qualche brandello di cuore
i tram fermi nelle strade
smemorate visioni di scheletri carbonizzati inutili
carcasse di legno e ferro
nessuno a far più la fila per il pane e per l’acqua
i piedi nudi della gente in fuga
chiazze e rivoli di sangue
come piccoli laghi e fiumi
senza ritegno senza sbocco
 
Un aereo lo stesso aereo sorvolava e sganciava sorvolava e cannoneggiava sorvolava e mitragliava sorvolava e sganciava sorvolava e cannoneggiava sorvolava e mitragliava sorvolava e sganciava sorvolava e cannoneggiava sorvolava e mitragliava sembrava non finire mai il suo carburante noi vedevamo gli occhi del pilota era un gigante dalle sclere rosse e malate era un gigante dalle sclere rosse e malate era un gigante dalle sclere rosse e malate
 
Bruciavano i tronchi antichi
e le case giacevano in doloroso silenzio
nel crudele rimbombo quasi un rimorso
fuggivano tutti
mentre osservavamo l’ultimo bagliore dell’orizzonte
e il pilota gigante dalle sclere rosse e malate sorvolare sganciare cannoneggiare mitragliare sorvolare sganciare cannoneggiare mitragliare sorvolare sganciare cannoneggiare mitragliare
 
e cecchini vino caldo nelle vene colpivano senza mai fallire un bersaglio colpivano senza mai fallire un bersaglio vino caldo nelle vene e stupri nella testa stupri nella testa stupri nella testa stupri nella testa
 
Senza ritegno senza sbocco
come piccoli laghi e fiumi
chiazze e rivoli di sangue
i piedi nudi della gente in fuga
nessuno a far più la fila per il pane e per l’acqua
carcasse di legno e ferro
smemorate visioni di scheletri carbonizzati inutili
i tram fermi nelle strade
e qualche brandello di cuore
pezzi di muscoli per ogni dove
fra i vetri in frantumi
osservavamo lo spettacolo dai terrazzi
le fiamme si fondevano con il cielo al tramonto
 
Nota
Nuova versione del 23 gennaio 2026, prima stesura in Visioni o dell’anarchico girovagare, Rayuela Edizioni, 2017)