CAFAGGIOLO E COSTA SAN GIORGIO di Associazione
volontariato Idra
Incontro costruttivo con la sindaca del territorio
che ospita il castello di Michelozzo in Mugello. “Noi abbiamo un turismo in Toscana che tiene, che
funziona, cresce, però abbiamo il problema di costruire un’offerta turistica
adeguata per i grandi ricchi del mondo, per coloro che hanno bisogno di
un’accoglienza di livelli straordinari come quella che qui può essere offerta”. Questo l’auspicio espresso ai massimi livelli dalla
Regione Toscana nove anni fa, ad aprile 2017, in occasione della presentazione in
grande spolvero del piano della tenuta medicea “Il sogno di Cafaggiolo”. Oggi quel sogno sembra infranto in Mugello, e mostra
la corda anche a Firenze: a ridosso di altri gioielli medicei - Palazzo Pitti, Giardino
di Boboli, Forte Belvedere - un analogo investimento immobiliare del medesimo
imprenditore argentino nei due conventi che hanno ospitato per decenni la
Scuola di Sanità Militare è fermo al palo, a oltre quattro anni dal contestato via
libera rilasciato dalla giunta Nardella. Cosa mai è successo? Quali prospettive
si aprono in questi due luoghi-simbolo della storia, dell’architettura e della
cultura rinascimentale? Che ruolo gioca il patron Unesco in questa partita?
In
attesa dell’appuntamento fissato con l’assessora all’Urbanistica del Comune di
Firenze Caterina Biti il prossimo 4 febbraio, l’associazione fiorentina
promotrice del processo partecipativo ‘Laboratorio Belvedere’ attivamente
osteggiato quattro anni fa da Palazzo Vecchio ha chiesto e ottenuto la
settimana scorsa un incontro con Sara Di Maio, la sindaca del Comune di
Barberino di Mugello, che ospita il castello ridisegnato da Miclelozzo su
incarico di Cosimo il Vecchio, carissima poi anche al nipote Lorenzo e agli
umanisti Pico della Mirandola, Marsilio Ficino e Agnolo Poliziano. Un fitto e
costruttivo colloquio di oltre un’ora, nel corso del quale Idra ha
consegnato e illustrato il dossier che raccoglie i tanti autorevoli interventi
dal mondo della cultura in difesa del riuso saggio e qualificato del complesso
di Costa San Giorgio, ed è stato possibile ricevere una prima porzione di
informazioni sullo stato dell’arte a Cafaggiolo, suggerendo al tempo stesso
strategie di comunicazione apparentemente apprezzate. Come ha osservato
Girolamo Dell’Olio, referente di Idra, sarebbe stato forse opportuno infatti
che a diffondere e circostanziare la clamorosa notizia della mancata firma
della convenzione attuativa coi Comuni e con la Regione da parte
dell’investitore argentino fossero le stesse amministrazioni che quella
convenzione, e le discusse varianti urbanistiche collegate, hanno
laboriosamente costruito e promosso in anni e anni di attività dei propri
uffici. Impegni ed energie che non hanno sortito i risultati attesi, e che converrebbe
probabilmente adesso dedicare a quella rivisitazione del progetto alla quale -
e questa è certamente l’incoraggiante notizia positiva ricevuta dalla sindaca - già si starebbe lavorando di concerto con la Soprintendenza Archeologia, Belle
Arti e Paesaggio.
Secondo quanto è stato possibile apprendere, il nuovo Piano
Operativo le cui controdeduzioni sono state approvate lo scorso 15 ottobre dal
Consiglio comunale di Barberino prevede infatti l’adozione di criteri di
garanzia ispirati a norme per il governo del territorio maggiormente
responsabili in materia di consumo di suolo e tutela del paesaggio. Sembra del
resto anacronistico l’obiettivo difeso e promosso nove anni fa dalla Regione
Toscana di costituire ‘riserve di lusso’ a beneficio dei ‘grandi ricchi del
mondo’ proprio là dove vengono individuati a livello internazionale i beni
‘patrimonio dell’Umanità’ Unesco (qui c’è certo da interrogarsi sulla capacità
di vigilanza che esprimono in proposito i relativi Uffici, centrali e locali,
in Mugello e a Firenze). “Sarebbe bello - ha proposto Dell’Olio -
raccogliendo la piena condivisione della dott.ssa Di Maio, “che il Mugello
riacquisisse, secondo quella che è anche una nuova cultura museale, certe opere
che sono state prodotte qui e pensate qui”. Ma non sembra una soluzione socialmente
accettabile, aggiunge Idra, quella di chiudere questa fruizione in un
recinto privatistico, come testimonia già solo la volontà espressa dalla
proprietà di Cafaggiolo di escludere la popolazione dallo stesso godimento visivo
del castello di Michelozzo attraverso il trasferimento altrove di una strada
statale che corre su un suo lato, la SS 65 della Futa.
Che
fare, dunque, adesso? E soprattutto: come fronteggiare comunque il rischio - in
Mugello come a Firenze - di una ulteriore dilazione dei tempi di recupero e valorizzazione
- ma sociale - di un’eredità architettonica così importante? Idra ha
proposto al riguardo alcuni dettagli di una ricetta che si appresta a
sperimentare in un altro cantiere di impegno nell’area fiorentino-mugellana: le
iniziative di conoscenza, studio, riflessione e confronto in corso di
preparazione sul grande complesso sanitario abbandonato di Pratolino, l’ex
Ospedale Saverio Aloigi Luzzi e l’ex Sanatorio Guido Banti. Con soddisfazione
il presidente dell’associazione fiorentina ha registrato l’interesse e la disponibilità
a collaborarvi da parte della dott.ssa Di Maio, sindaca di Barberino ma anche
componente della giunta della Città Metropolitana di Firenze. Al termine
dell’incontro, l’impegno assunto da entrambi a scambiarsi documentazione utile:
gli atti amministrativi da un lato, la ricca relazione redatta sul caso
Cafaggiolo dal prof. Leonardo Rombai per Italia Nostra Firenze dall’altro.