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mercoledì 21 gennaio 2026

RES INTER ALIOS ACTA 
di Luigi Mazzella



Orazio dice che “Dulce est desipere in loco” (È piacevole, al momento opportuno, essere stupidi). È un motto ambiguo che si presta a essere male interpretato, circa il significato di “momento opportuno”. I nostri Governanti in carica e i nostri rappresentanti dell’opposizione in Parlamento, nonché molti uomini politici e commentatori Italiani (ed ancor più per Europei) hanno inteso l’anelito alla stupidità come un loro bisogno costante, permanente. Addirittura come un must valido in ogni circostanza della vita privata e pubblica. In altre parole, per i leader dell’“Occidente dei cinque irrazionalismi” si dev’essere stupidi sempre se si vuole avere il consenso della maggioranza, che con il sovra affollamento del Pianeta, è diventata per legge di natura sempre più condannata all’imbecillità e sempre più ostile alle “cime” di intelligenza. Orbene, da quando alcuni rappresentanti di Stati Europei, asserviti, per il tramite dei servizi segreti deviati deviati al Deep State americano (sorretto dal Partito Democratico di Obama e Clinton) hanno cominciato, dopo la sconfitta elettorale subita ad opera di Trump, a diffondere odio e litigiosità nel Pianeta, gli stupidi di tutto l’Occidente si sono sentiti chiamati a raccolta e hanno iniziato a dire melensaggini sulla stampa, in televisione (e on line, persino in blog che erano riusciti a guadagnarsi un  certo rispetto tra persone di un buon quoziente intellettivo). È così che il “caso Groenlandia” è diventato il test più significativo (e preoccupante per i risultati) circa il cattivo uso del raziocinio di cui può essere capace un essere umano. Vediamo di analizzarlo. Il territorio che vorrebbe essere acquistato da Trump per costituire come le isole Hawaii una parte distante e al tempo stesso facente tutt’uno con gli altri Stati Uniti d’America è attualmente annesso (in realtà “sottomesso”) alla Danimarca, dopo essere stato sotto il dominio della Norvegia. Dall’uno e dall’altro Paese, i suoi abitanti, mongoli Inuit, chiamati dispregiativamente Eschimesi (mangiatori di carne cruda) sono stati a lungo dileggiati per i propri costumi sessuali liberi e contrari alle mortificazioni religiose di luterani incalliti come quelli scandinavi (vedi sul punto: Hedy Belfort, Romanzo di una cortigiana anonima, Effigi editore, 2025) 


 
È evidente, per chi ha l’animo libero da odi, rancori, passionalità politiche che gli unici a dover trattare per la compravendita sono i danesi e gli statunitensi. 
Gli altri sono terzi e per il brocardo latino che anche gli stupidi (se non totalmente incolti) dovrebbero conoscereRes inter alios acta, tertio neque nocet neque prodest ciò che è negoziato tra alcuni non nuoce e non giova ad altri. È il principio di relatività, applicato in materia di contratto ma il suo valore ha assunto un significato universale (Nessuno dev’essere in grado di interferire nella vita degli altri né con atti vantaggiosi, né tantomeno con atti nocivi). Anche gli “impiccioni” per natura dovrebbero tenerne conto: il rispetto della sfera giuridica che non è quella “propria” deve ritenersi sacrosanto! 
Nel caso in esame (Groenlandia) i “terzi” devono solo mantenersi equidistanti dai due Paesi che sono oggettivamente contraenti: il contesto non li riguarda. 
Domanda: Ed invece che sta accadendo oggi per odio malsano e malato contro Trump? I governanti Europei (i “volenterosi” di tutte le guerre, in prima fila, seguiti a ruota dalla scodinzolante pulzella italica) e i loro ancora più idioti seguaci ritengono di doversi impicciare di affari di danesi e statunitensi fino all’iniziativa “super-beota” di mandare addirittura propri militari nella zona controversa, senza avvedersi neppure del “ridicolo”! Cosa li induce a tanta imbecillità? L’idea che la Danimarca aderisce alla NATO? Ma l’alleanza atlantica non comporta affatto né la perdita della sovranità territoriale della Danimarca né una loro acquisita “co-sovranità”. 

E ciò senza dire che a quell’Alleanza aderisce, in primis, l’America del Nord e che Trump si è solo posto, correttamente, come contraente estraneo per l’acquisto e non come preteso “co-proprietario”, come pretendono, invece, di comportarsi Macron, Starmer e Merz (per non dire di Meloni che sinora, nonostante Crosetto e Tajani, si è limitata a flebili miagolii, privi di senso). 
Conclusione: Il caso Groenlandia costituisce la prova del nove della irrazionalità Europea, perché dimostra che i suoi sciocchi leader continuano a essere prostrati a dispetto del risultato elettorale, dinanzi all’America di di Obama & co, guerrafondaia e servile nei confronti del Deep State, espressione di spioni e generali al servizio dell’industria delle armi. Povero Vecchio Continente!